La tragedia di Roskilde genera altra violenza: la polizia danese ha presentato mercoledì scorso un rapporto al Ministro della Cultura accusando i Pearl Jam di essere “moralmente responsabili” di quanto successo al festival di Roskilde lo scorso 30 giugno durante il loro concerto, nel quale hanno trovato la morte nove giovani fans della band. Il report, firmato da uno dei responsabili della polizia, contiene interviste fatte a circa 280 persone presenti al concerto e accusa il gruppo di aver provocato atteggiamenti violenti nel pubblico, invitandolo a fare “crowd-surfing” – pratica a dire il vero normalmente scoraggiata dagli stessi Pearl Jam durante i loro recenti concerti italiani – nonostante le condizioni del tempo e del terreno non fossero le migliori. Il rapporto della polizia assolve completamente gli organizzatori del festival, e imputa la corsa forsennata verso il palco da parte del pubblico a un improvviso moto interno della folla. Dura la replica di Kelly Curtis, manager della band, che ha pubblicato sul sito ufficiale della band un comunicato che dice testualmente:
“I Pearl Jam sono famosi per i loro concerti eccitanti, ma non hanno mai, nella loro storia decennale, “istigato qualcuno ad atteggiamenti violenti”. Inoltre, mentre il “crowd surfing” è un comportamento tipico del pubblico di molte delle band che dovevano suonare a Roskilde, non è mai stato incoraggiato dai Pearl Jam. Come manager della band trovo veramente duro credere che dopo tutto ciò che è successo, dopo aver visto la devastazione della band nei confronti della tragedia che si stava compiendo durante la propria esibizione, e la continua attenzione che la band dedica al proprio pubblico, ci sia qualcuno che possa incolparli di “responsabilità morale”. Trovo ciò spaventoso e ridicolo. I Pearl Jam hanno sempre fatto – e continueranno a fare – tutto il possibile per garantire sicurezza ai loro concerti e ai concerti cui partecipano”.
Al momento nessun procedimento penale è stato intrapreso nei confronti della band, anche se si aspetta un parere del Ministro della Cultura danese.
“I Pearl Jam sono famosi per i loro concerti eccitanti, ma non hanno mai, nella loro storia decennale, “istigato qualcuno ad atteggiamenti violenti”. Inoltre, mentre il “crowd surfing” è un comportamento tipico del pubblico di molte delle band che dovevano suonare a Roskilde, non è mai stato incoraggiato dai Pearl Jam. Come manager della band trovo veramente duro credere che dopo tutto ciò che è successo, dopo aver visto la devastazione della band nei confronti della tragedia che si stava compiendo durante la propria esibizione, e la continua attenzione che la band dedica al proprio pubblico, ci sia qualcuno che possa incolparli di “responsabilità morale”. Trovo ciò spaventoso e ridicolo. I Pearl Jam hanno sempre fatto – e continueranno a fare – tutto il possibile per garantire sicurezza ai loro concerti e ai concerti cui partecipano”.
Al momento nessun procedimento penale è stato intrapreso nei confronti della band, anche se si aspetta un parere del Ministro della Cultura danese.
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale