Come ogni tanto capita, gli ospiti di un certo riguardo a Sanremo decidono all'ultimo minuto di passare in sala stampa, all'Ariston. La calata di Andy Garcia viene annunciata da un po' di agitazione e sopralluoghi delle forze dell'ordine, si materializza verso le 23 e 15 e dura una decina di minuti. Si comincia con un fraintendimento o presunto tae (viene annunciato che non accetterà domande, ma lui cambia idea appena arrivato e subito spiega "Sono qua per rispondervi, se no cosa sarei venuto a fare?"). L'atmosfera diventa un po' surreale quando la prima domanda è da parte di un giornalista straniero che chiede "Pensi di andare in Russia?" (la risposta, per la cronaca è "Non ho progetti al riguardo"). Cortese e professionale, Garcia risponde ad ogni tipo di domanda, comprese un paio sulla musica. Spiega la sua esibizione canora: "Non sono venuto per cantare, mi hanno chiesto di farlo, ed ecco quello che ho fatto", dice. "Io vorrei solo che il mio Paese fosse libero, ed è ciò di cui parla la canzone che ho cantato". Poi racconta che "E' la seconda volta che passo a Sanremo, ci sono venuto tanti anni fa in un viaggio con mio fratello. Le città di riviera sono bellissime, in Italia" e che il suo cantante italiano preferito è "The host", il conduttore.