Gabriele Ferraris, su "La Stampa" di oggi, cita "La canzone dei dodici mesi" di Francesco Guccini e definisce il Festival "diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale".
La citazione è puntuale e corretta, oltre che elegante. La rubo per iniziare questo rendiconto della "messa cantata" di oggi - cioè della conferenza stampa ufficiale dell'organizzazione, che costituisce l'appuntamento fisso dei nostri giorni in sala stampa.
Ieri in anticipo, oggi in ritardo: si doveva iniziare alle 12, ma alle 12.25 ancora non si è palesato nessuno dei personaggi che andranno a sedersi al tavolone della sala stampa, addobbatissimo di fiori (qui dentro si direbbe primavera, fuori piove che Dio la manda). I fotografi attendono impazienti di poter rifotografare le stesse persone di ieri, magari in abiti diversi: quando scoprono che Gianni Morandi, Belen, Canalis, Luca e Paolo oggi non arriveranno, la delusione è palpabile.
I presenti sono i "tecnici": le domande, quindi, ne risentono. Piero Degli Antoni di "QN" torna sulla questione del televoto e sulle possibilità di controllare se qualcuno utilizzerà i call center, gli viene risposto che RAI cercherà di informare gli spettatori nel modo migliore possibile, anche onde evitare sanzioni come quella già comminata - e per la quale ha fatto ricorso - appunto per "insufficiente informazione". "Il rischio vero è che la tecnologia sia più avanti delle possibilità di controllo", dice Mauro Mazza, direttore di Rai Uno: e allla richiesta di spiegare gli strumenti di controllo che verranno utilizzati passa la parola a un signore di Rai Trade che con un linguaggio complesso e tortuoso sostiene che si potranno fare controlli "a posteriori".
"Saperlo a Festival concluso a cosa servirà?" chiede Marco Mangiarotti. Nessuno se la sente di rispondere davvero. Gianmarco Mazzi dice che accertare un eventuale imbroglio danneggerebbe la credibilità dell'artista anche se l'accertamento arrivasse mesi dopo: chissà che non si riferisca all'affaire Karima...