Kent: dalla Svezia non solo pop

Kent: dalla Svezia non solo pop

Sono uno dei gruppi rock più famosi di Svezia, ma ancora semisconosciuti all’estero - mentre a chi prende la strada del pop le cose vanno decisamente meglio (Roxette, Ace of Base, Cardigans - dei quali sono stati supporter in America).

"Però non ci aspettavamo nemmeno di avere successo fuori dal nostro paese, mentre invece in Nordeuropa e in alcuni paesi dell’Est il nostro disco precedente, ‘Isola’, è andato benissimo. Non siamo stupidi, sappiamo come funziona.", sorride il leader e cantante Joakim Berg, che non ha molto del vichingo, a differenza dei compagni. "Però in Europa non è così faticoso trovare gente che ti ascolti, a parte la Gran Bretagna, dove è difficile; ma non è nulla in confronto agli Stati Uniti. L’unico modo per avere credito da quelle parti è stare costantemente in tour. Lo hanno fatto i Led Zeppelin e gli U2, e alla fine hanno avuto ragione". .


E a loro piacerebbe avere ragione con "Hagnesta Hill", album che prende il titolo dal luogo dove si sono ritrovati a raccogliere le idee per l’album: un’area piuttosto depressa alla periferia di Stoccolma.

"La nostra musica è stata definita in tanti modi: il più strano è ‘Atmospheric rock’. Definizioni a parte, ci sembra che ci sia un’intera regione musicale che non viene adeguatamente esplorata dalle grandi band, tipo gli Oasis che non sono più un buon gruppo, e gli U2 che ormai hanno cent’anni". Ma nonostante la propensione per un suono "alla Radiohead", i Kent si cimentano con la disco-music nel singolo "Music non stop". "Sì, è un brano piuttosto funky. Quando ho finito di scriverla, ho detto: ‘Oh, c., è una canzone ‘disco’!", ammette Berg. "Ma era una buona canzone. Comunque, per rassicurare i nostri fans, abbiamo fatto un video cupissimo". Come il disco precedente, "Hagnesta Hill" è stato inciso sia in svedese che in inglese; tuttavia Berg stavolta ha cominciato dall’inglese, per poi tradurre le canzoni nella propria madrelingua. "In inglese ci sono meno compromessi. E poi, se ci pensate, in inglese puoi dire ‘Yeah, baby’, ed esprimere qualcosa che nelle altre lingue non puoi proprio rendere.".

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