Era ormai nella lista "cold case" l'omicidio di John Henkel, un uomo ucciso il 19 ottobre 1993 davanti ad un caseggiato di Harlem, New York. Niente testimoni, e così l'assassinio era stato archiviato in attesa di eventuali ma improbabili nuovi indizi. Ma improvvisamente un rapper ha confessato l'omicidio. Si tratta di G.Dep, 36 anni, vero nome Trevell Coleman, che tra fine anni Novanta ed inizio Duemila era riuscito a ritagliarsi una certa notorietà; G.Dep faceva parte della Bad Boy Records di Sean "Diddy" Combs, aveva pubblicato i singoli "Special delivery" e "Let's get in" e addirittura si era inventato un ballo, l'Harlem Shake. Ma, dopo il suo album del 2001 "Child of the ghetto", di lui si era saputo più poco. Nel 2007, appena uscito di galera dopo tre settimane di detenzione, il cantante aveva riferito al "Daily News" di New York d'avere avuto storie di droga. Poi si scoprì che gli arresti erano stati addirittura una dozzina. Ora il rapper ha confessato che, appunto il 19 ottobre 1993, rapinò Henkel; ad una reazione dell'uomo, G.Dep gli sparò tre colpi al petto con una pistola. Del caso se ne riparlerà presso il tribunale di Manhattan il mese prossimo. Il rapper, che quest'anno ha pubblicato l'album "online only" intitolato "Ghetto legend", è ora in prigione in attesa del processo.
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