«In estate ha cominciato ad accusare forti mal di schiena. Il tumore gli è stato diagnosticato alla fine dell'estate. Abbiamo sperato nell'efficacia delle terapie, ma il male era già in stato avanzato. I mesi di malattia li ha vissuti come un guerriero. Ha sempre combattuto e lottato per qualcosa, e nello stesso modo ha cercato con tutto se stesso di vincere il male. Della malattia ha voluto sempre sapere tutto. Ha avuto momenti di rabbia, di disperazione, ma non si è mai lasciato andare, ha sempre reagito. Ce l'aveva quasi fatta, poi negli ultimi tempi si è aggravato. Ma è morto sereno. Eravamo con lui: Dori, mia sorella Luvi ed io. Gli abbiamo stretto le mani, e la sua ultima espressione è stata di grande serenità.
Con lui abbiamo perso un artista che aveva ancora tante cose da dare, da comunicare. E' stato un grande poeta, come ha detto il suo amico Paolo Villaggio. Da lui ho imparato soprattutto la coerenza. Mi ha insegnato che è importante parlare solo quando si ha qualcosa da dire».
Con lui abbiamo perso un artista che aveva ancora tante cose da dare, da comunicare. E' stato un grande poeta, come ha detto il suo amico Paolo Villaggio. Da lui ho imparato soprattutto la coerenza. Mi ha insegnato che è importante parlare solo quando si ha qualcosa da dire».
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