Ibrahim Ferrer, come rinascere a 73 anni

Ibrahim Ferrer, come rinascere a 73 anni
In occasione delle date milanesi che lo vedono (stasera e domani, 19 e 20 maggio) impegnato in concerto con il pianista Ruben Gonzales, Ibrahim Ferrer, tra i protagonisti di "Buena Vista Social Club", film di Wim Wenders e insieme progetto musicale di Ry Cooder, ha scambiato qualche battuta con i giornalisti, per presentare la serata. Che vedrà sul palco prima l’ottantunenne Gonzales (anche lui del gruppo di Wenders), con una band di otto elementi, seguito da Ferrer accompagnato da un’orchestra di sedici musicisti. Tra questi, Orlando Lopez, Manuel Mirabal e Jesus Ramos, impegnati individualmente in progetti solisti che saranno pubblicati sempre dall’etichetta World Circuit (la stessa dei dischi nati da "Buena Vista Social Club"). Ormai in giro da aprile, i due "vecchietti" cubani sembrano essersi adattati piuttosto bene al loro nuovo status di star internazionali. "Sono una persona normale", ha risposto Ferrer a chi gli chiedeva come il successo ha cambiato la sua vita. "Quello che è successo non poteva non cambiare un po’ le cose: è come se fosse iniziata un’altra fase della mia vita. Prima ero a casa a pulire le scarpe, ora sto girando il mondo. Ma in fondo sono sempre lo stesso Ibrahim, il solito buon marito, buon padre, buon nonno". Interprete per eccellenza di son e bolero, Ry Cooder ha definito la sua voce "rara e preziosa" e lui di Cooder racconta: "E’ una persona discreta, silenziosa. Quando abbiamo registrato ‘Buena Vista Social Club’ non sembrava nemmeno che ci fosse; ma in realtà, al momento giusto, la sua presenza si è fatta sentire". Ferrer conferma che probabilmente pareciperà a un nuovo progetto cinematografico di Wenders, sempre ambientato a Cuba. Ma di Cuba non si parla molto, dato che dagli organizzatori viene chiesto gentilmente ai presenti di non fare domande "politiche" all’artista. Interrogato sulla nuova scena musicale dell’isola, Ferrer risponde: "Ci sono molti giovani che suonano e cantano, non saprei fare nomi. Suonano tutti fin dalla culla". Del suo prossimo progetto discografico, che segue l’uscita nel 1999 di "Buena Vista Social Club presents Ibrahim Ferrer", non racconta molto: "Ci saranno brani nuovi che spero piaceranno. Sto cercando di fare un disco ‘diverso’, con tanti generi, per un pubblico ampio. Bolero, son, ma anche altri ritmi, non il rap, però, perché non so proprio suonarlo".
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