E', senza dubbio, uno degli episodi più interssanti del nuovo cofanetto - "Ritratto" - dedicato al grande Ivan Graziani: "L'orchestrale bastardo", inedito scritto oltre vent'anni fa ma emerso solo ora, è un brano che dici molto sull'universo poetico del compianto cantante e chitarrista originario di Teramo. Registrata su nastro a mo di provino e scoperta provvidenzialmente dai figli dell'artista, la canzone - un rock'n'roll grezzo e coinvolgente, inciso nell'ormai lontano 1989 - soprende ancora oggi per l'estrema attualità del testo: "Suona, per quattro soldi ogni sera/Che c'hai una iena sulla schiena/Che i tuoi avanzi mangerà (...) Musica e miseria stanno bene insieme/è sempre un'equazione giusta per noi, per vivere", cantava Ivan, quando ancora l'industria musicale celebrava antichi gli antichi fasti e Internet, la bestia nera delle major addidata da molti (a torto o a ragione? Il dibattito è aperto da anni...) era ancora di là da venire. Eppure lui, atavicamente o grazie ad un intuito fuori dal comune, qualcosa aveva già capito. In modo naturale e divertito, come testimonia la coda del brano, impressa sul nastro, che ci restituisce in pieno la straordinaria quotidianità della vita da artista: "Questa era bella... a parte che mi si son spaccate due corde".
Ascolta qui "L'orchestrale bastardo".