Credits: Marta Coratella / Concessione in uso a Rockol
Le autorità hawaiiane hanno "congelato" il procedimento penale nei confronti di Whitney Houston in seguito al ritrovamento di marijuana nel suo bagaglio, a gennaio, al Keahole-Kona International Airport(vedi News). Prima di avviare la causa, gli inquirenti vorrebbero "più informazioni", ovvero test di laboratorio e analisi delle impronte digitali; al momento sono disponibili solo le testimonianze delle guardie dell’aeroporto dove si sono verificati i fatti, e di alcuni turisti che hanno visto la diva fuggire verso l’aereo in partenza per San Francisco. La cantante rischia sino a 30 giorni di carcere e una multa di mille dollari. A margine, le voci sulla sua frequentazione con la droga si stanno pericolosamente allargando, facendo capire che forse non c’è solo marijuana nella borsetta di Whitney: il "New York Post" sostiene, senza fare nomi, ma facendoli intuire, che un famosissimo discografico (che potrebbe essere Clive Davis della Arista) si è detto molto preoccupato per la pessima influenza esercitata su una sua protetta (che potrebbe essere la Houston) da parte del "marito che non ha più successo" (che potrebbe essere Bobby Brown): «Tutti e due dovrebbero farsi disintossicare prima che sia troppo tardi».
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