Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Sono stati ancora una volta Aldo, Giovanni e Giacomo a vincere la battaglia dell’Auditel contro Zero: a peggiorare la cosa, i dati d’ascolto del suo show sono in caduta libera. E i commenti fioccano. Sulla “Repubblica” un’intera pagina è dedicata a Zero, con l’articolo principale infarcito di interventi: da Gad Lerner («Come Venditti [Renato Zero] può anche riempire i teatri e i palasport settentrionali ma non riesce a penetrarne l’immaginario, a conquistarselo»), a Gianni Boncompagni («Gli errori? Troppe canzoni: e far cantare quelle nuove agli ospiti») ma c’è posto pure per Antonello Falqui («Zero funziona perché è un personaggio interessante, ma è tutto troppo sovraccarico») e Pippo Baudo («Bisogna stare attenti a questi varietà autocelebrativi»). A completare l’analisi, un’intervista ad Agostino Saccà – che parla del prossimo show di Ligabue («Sarà quasi una fiction. La storia delle radio libere») e un intervento di Gino Castaldo su perché la musica in televisione funzioni poco.
Tocca invece a Marco Mangiarotti commentare l’insuccesso di Zero su “Il Giorno/La Nazione/Il Resto del Carlino”, con notazioni sulla pesante struttura teatrale dello show e la difficoltà di Zero ad adattarsi a quel «linguaggio televisivo vincente per la tv generalista di Raiuno».
Tocca invece a Marco Mangiarotti commentare l’insuccesso di Zero su “Il Giorno/La Nazione/Il Resto del Carlino”, con notazioni sulla pesante struttura teatrale dello show e la difficoltà di Zero ad adattarsi a quel «linguaggio televisivo vincente per la tv generalista di Raiuno».
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