Passata l’emozione per l’Oscar appena ricevuto, Phil Collins si sta occupando di questioni più pratiche. Il cantante ha infatti avviato una causa contro due componenti degli Earth Wind & Fire e suoi collaboratori da un paio di decenni. Collins ce l’ha con Louis Satterfield e Rahmlee Michael Davis, cui è stanco di pagare royalties per brani in cui non hanno suonato. I due musicisti infatti percepiscono soldi relativi ai proventi degli interi album che li annoverano nei "credits", a partire dal suo primo disco solista "Face value". La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è il live del 1990 "Serious hits", in cui la coppia suona in 5 pezzi su 15; Collins rivuole 500.000 delle sterline loro versate (in pratica, un miliardo e mezzo di lire). La tesi di Satterfield e Davis, che tra l’altro Collins ha ringraziato ritirando la statuetta ottenuta grazie al film "Tarzan" (vedi News), è che grazie a loro la musica della star inglese è arrivata all’importantissimo mercato dei neri americani. I due, che sono anche membri fondatori dei Phoenix Horns, vantano un contratto che dà loro diritto allo 0,5% Lee Jasper, della Society of Black Lawyers, si è offerto di difenderli in tribunale, dichiarando: «Ancora una volta artisti neri di fama mondiale vengono sfruttati. L’industria musicale continua ad accumulare fortune approfittando della creatività di neri cui viene negato l’ingresso ai piani alti delle case discografiche e l’adeguata ricompensa per la loro bravura».
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