Il rock panoramico dei norvegesi Madrugada

Il nome può trarre in inganno, specie in questo periodo in cui spopolano gruppi latin-pop e latin-rock. In realtà i Madrugada arrivano dall'oscuro villaggio di Stokmarknes, nel nord della Norvegia, e hanno scelto di chiamarsi con un termine spagnolo perché «suona bene, è facile da ricordare e il suo significato - alba - si addice al tono della nostra musica». E se pensiamo che a Stokmarknes, in inverno, il sole non sorge per mesi, è facile capire che da quelle parti vederlo spuntare non è certo una cosa di tutti i giorni.
I Madrugada - ovvero Sivert Høyem (voce), Robert Burås (chitarra), Frode Jacobsen (basso) e Jon Lauvland Pettersen (batteria) - pur suonando in questa formazione dal 1995 (ma il gruppo è nato nel 1991) sono usciti con il loro album di debutto, "Industrial silence", nel settembre del 1999. E in Norvegia sono entrati in classifica direttamente al numero uno. «E' un risultato che ha stupito per primi noi. Pensavamo di aver fatto un album con della musica non certo commerciale, anzi, piuttosto alternativa», commenta al proposito Robert. «E' vero» aggiunge Frode, «anche se c'è da dire che la nostra musica si ispira molto a un cantautore come Leonard Cohen che in Norvegia, con "I'm your man" ha venduto tantissimo». Aggiungiamo che, prima di arrivare al contratto con una major, i Madrugada si erano parecchio dati da fare, suonando un po' ovunque in Norvegia. «A volte abbiamo suonato in posti grandi come un salotto, con due persone ad ascoltarci. Per cui, quando è uscito il nostro album, ci eravamo già fatti conoscere. Avevamo preparato il terreno».
"Industrial silence" raccoglie tredici brani che «tracciano la storia musicale dei Madrugada fino ad oggi», una storia in cui le influenze dei modelli - dai Velvet Underground al già citato Leonard Cohen ai Jesus & Mary Chain - sono mescolate in un amalgama rock in cui si respira aria di orizzonti sconfinati e panorami da frontiera. Un amalgama in cui spicca la voce di Sivert, da qualcuno assimilata a quella di Jim Morrison. «Davvero?» risponde lui scherzando, e continua: «Di sicuro c'è che l'ho ascoltato davvero molto, quand'ero ragazzino». Il disco ha comunque un tocco americano, visto che il gruppo si è avvalso della collaborazione di John Agnello (che ha lavorato con Patti Smith e i Dinosaur Jr.) per remixare i pezzi. Cosa che è valsa alla band una trasferta nel New Jersey: «In effetti, per essere gente che è raramente uscita dai confini norvegesi, stiamo girando un sacco. Presto partirà il tour europeo, e non vediamo l'ora».
Da "Salt", che è stata scritta nel 1996, a "Terraplane", la più recente, le canzoni dell'album permettono dunque di seguire il percorso musicale di una band che, a parere dei diretti interessati, si esprime al meglio in un brano come "Strange colour blue". «E' un pezzo che rende l'idea di cosa sia davvero la nostra musica: ci abbiamo lavorato tutti insieme, e questo si sente. Non a caso abbiamo scelto il titolo dell'album ispirandoci al testo di "Strange color blue", perché è la canzone che sentiamo più nostra». Orgogliosi di tenere alta la bandiera del rock del Nord-Europa, in un periodo in cui spopola il pop della loro compatriota Lene Marlin o dei danesi Aqua, i Madrugada saranno al Rolling Stone di Milano il 25 marzo prossimo, per iniziare a farsi conoscere anche dalle nostre parti. Nel frattempo è in circolazione un loro video, ma non su Mtv, perché «è troppo ‘scuro’, ci hanno detto. Non esattamente in linea con la loro programmazione. E questo, a dire il vero, ci fa piacere».
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