Credits: Michele Aldeghi / Concessione in uso a Rockol
Angus Young e Brian Johnson hanno rivelato il perché del titolo scelto per il nuovo album (“Stiff upper lip”, “labbro superiore rigido”): “E’ stata probabilmente la prima immagine visiva del rock che io abbia mai avuto: artisti come Elvis Presley, Little Richard, Chuck Berry, Jimi Hendrix, tutti avevano il labbrone pronunciato, rigido e sensuale. L’avevano anche alcune modelle e attrici, come Brigitte Bardot. Ogni volta che pensavo a questa immagine mi veniva da ridere, e se ci ripensavo ridevo ancor di più. Poi ne ho parlato a mio fratello: anche lui ha trovato la cosa divertente. Per questo il titolo ‘Stiff upper lip’ ci è sembrato perfetto per un disco degli AC/DC: un’immagine rock e con un po’ di humour allo stesso tempo”.
“Stiff upper lip” non sarà solo un progetto discografico: “Non possiamo ancora dire esattamente dove andremo, ma ogni volta che decidiamo di andare in tour lo facciamo alla grande! Vogliamo il tour perché è il modo migliore per capire se al pubblico piace la nostra musica, e lo faremo a partire dal prossimo autunno. Ogni volta è come una spedizione militare!”. Brian e Angus colgono l’occasione per polemizzare con il mondo della discografia, ed è Brian a dire la sua: “Una ragazzina esce con un singolo che diventa una hit, i discografici allora ne chiedono subito altre quattro uguali. E’ la fine della creatività, si uccide l’ispirazione originale…”. Anche Angus è d’accordo: “E’ musica da fast food, da cuocere al microonde in cinque minuti, come un cibo dall’aspetto invitante che però sai che ti farà vomitare”.
“Stiff upper lip” non sarà solo un progetto discografico: “Non possiamo ancora dire esattamente dove andremo, ma ogni volta che decidiamo di andare in tour lo facciamo alla grande! Vogliamo il tour perché è il modo migliore per capire se al pubblico piace la nostra musica, e lo faremo a partire dal prossimo autunno. Ogni volta è come una spedizione militare!”. Brian e Angus colgono l’occasione per polemizzare con il mondo della discografia, ed è Brian a dire la sua: “Una ragazzina esce con un singolo che diventa una hit, i discografici allora ne chiedono subito altre quattro uguali. E’ la fine della creatività, si uccide l’ispirazione originale…”. Anche Angus è d’accordo: “E’ musica da fast food, da cuocere al microonde in cinque minuti, come un cibo dall’aspetto invitante che però sai che ti farà vomitare”.
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