Loro il Festival di San Marino l'hanno vinto davvero. Ma hanno al loro
attivo anche un secondo posto conquistato in Giappone allo "Yamaha Music
Quest" - e ci tengono a precisare che la prima posizione è andata a una
cantante giapponese - e possono vantare un largo seguito in Svizzera, dove
in estate girano per festival, da Bellinzona in su. Sono celebri anche per
aver fatto ballare dietro le quinte niente meno che gli Earth Wind & Fire,
di cui sono stati gruppo di supporto nel tour del 1997.
I cinque Ridillo - Daniele Bengi Benati (voce e chitarra), Alberto Benati (tastiere e voce), Claudio Zanoni (tromba, chitarra e voce), Paolo D'Errico (basso e fischio), Renzo Finardi (batteria e percussioni) - hanno esordito nel 1996 con "Ridillo", cui hanno fatto seguito "Ridillove" e "Ridillive" (1998). Ora arriva, a interrompere la sequenza, il terzo album, "Folk'n' funk", che fin dal titolo è un manifesto programmatico. «Il titolo porta dritto al cuore del progetto Ridillo,» spiega Bengi, che prosegue: «già il nome del gruppo mette in evidenza la volontà di prendere materiali sonori già esistenti e unirli in qualcosa di nuovo. All'inizio ci rifacevamo a Mina e a Battisti. Oggi torniamo ancora più indietro, a quando, come dico nella canzone che dà il titolo al disco, "da piccolo in macchina coi miei sentivo un misto tra la Disco e Casadei"».
I dodici brani dell'album seguono dunque la filosofia tutta Ridillo del «un passo indietro e due in avanti» (ideale sottotitolo del disco) ovvero «come Beck che si è messo a riscoprire il banjo, noi ritiriamo fuori la fisarmonica e il clarinetto, la musica da balera che abbiamo sempre ascoltato. E' un viaggio alla riscoperta delle nostre radici che ci porta a un suono che è nuovo, anche se ricco di richiami».
L'album, la cui produzione artistica è stata curata dagli stessi Ridillo, unisce dunque una base soul e funk, con richiami alla "classica" canzone italiana, quella delle balere ma anche quella di Celentano (di cui si fa simpaticamente il verso in "Rinascerò") e Mina, cui è dedicata "Lontana", «una canzone scritta pensando a lei e alla sua voce». Anche i testi delle canzoni di "Folk'n'funk" recuperano ambientazioni e cultura padane, «i luoghi che veramente conosciamo, perché ci abbiamo sempre vissuto. In "Mosquito" poi ci rifacciamo a una frase di Zavattini, quella degli innamorati che alternano i baci con gli schiaffetti per scacciare le mosche. In "Sogno naïf", invece, ci siamo ispirati a certi quadri di Ligabue».
Sulla copertina dell'album campeggia in primo piano uno spaventapasseri vestito da fricchettone - «è la sintesi dello spirito del disco» - e sullo sfondo ci sono immagini che richiamano le canzoni dell'album: l'arcobaleno di "Camminando tra i colori", brano che «è dedicato a mio padre», spiega Bengi, «ai bambini di campagna che sanno ancora cos'è una mucca», e la farfalla di "Rinascerò", un pezzo che è «un omaggio alla frase di Woody Allen "Voglio rinascere come il collant di Ursula Andress"». "Rinascerò" è anche il primo singolo estratto, di cui è in rotazione sulle reti musicali il video, «dove abbiamo giocato a fare i Beatles di "Yellow Submarine"».
A partire da aprile, i Ridillo saranno in tour: «dal vivo ci esibiamo in realtà tutto l'anno, una media di una volta alla settimana. Il fatto è che ci piace suonare e far star bene la gente: certo, vogliamo che la nostra musica sia ascoltata davvero, non solo considerata un divertimento, ma la nostra filosofia rimane quella di "Legalizza la felicità».
I cinque Ridillo - Daniele Bengi Benati (voce e chitarra), Alberto Benati (tastiere e voce), Claudio Zanoni (tromba, chitarra e voce), Paolo D'Errico (basso e fischio), Renzo Finardi (batteria e percussioni) - hanno esordito nel 1996 con "Ridillo", cui hanno fatto seguito "Ridillove" e "Ridillive" (1998). Ora arriva, a interrompere la sequenza, il terzo album, "Folk'n' funk", che fin dal titolo è un manifesto programmatico. «Il titolo porta dritto al cuore del progetto Ridillo,» spiega Bengi, che prosegue: «già il nome del gruppo mette in evidenza la volontà di prendere materiali sonori già esistenti e unirli in qualcosa di nuovo. All'inizio ci rifacevamo a Mina e a Battisti. Oggi torniamo ancora più indietro, a quando, come dico nella canzone che dà il titolo al disco, "da piccolo in macchina coi miei sentivo un misto tra la Disco e Casadei"».
I dodici brani dell'album seguono dunque la filosofia tutta Ridillo del «un passo indietro e due in avanti» (ideale sottotitolo del disco) ovvero «come Beck che si è messo a riscoprire il banjo, noi ritiriamo fuori la fisarmonica e il clarinetto, la musica da balera che abbiamo sempre ascoltato. E' un viaggio alla riscoperta delle nostre radici che ci porta a un suono che è nuovo, anche se ricco di richiami».
L'album, la cui produzione artistica è stata curata dagli stessi Ridillo, unisce dunque una base soul e funk, con richiami alla "classica" canzone italiana, quella delle balere ma anche quella di Celentano (di cui si fa simpaticamente il verso in "Rinascerò") e Mina, cui è dedicata "Lontana", «una canzone scritta pensando a lei e alla sua voce». Anche i testi delle canzoni di "Folk'n'funk" recuperano ambientazioni e cultura padane, «i luoghi che veramente conosciamo, perché ci abbiamo sempre vissuto. In "Mosquito" poi ci rifacciamo a una frase di Zavattini, quella degli innamorati che alternano i baci con gli schiaffetti per scacciare le mosche. In "Sogno naïf", invece, ci siamo ispirati a certi quadri di Ligabue».
Sulla copertina dell'album campeggia in primo piano uno spaventapasseri vestito da fricchettone - «è la sintesi dello spirito del disco» - e sullo sfondo ci sono immagini che richiamano le canzoni dell'album: l'arcobaleno di "Camminando tra i colori", brano che «è dedicato a mio padre», spiega Bengi, «ai bambini di campagna che sanno ancora cos'è una mucca», e la farfalla di "Rinascerò", un pezzo che è «un omaggio alla frase di Woody Allen "Voglio rinascere come il collant di Ursula Andress"». "Rinascerò" è anche il primo singolo estratto, di cui è in rotazione sulle reti musicali il video, «dove abbiamo giocato a fare i Beatles di "Yellow Submarine"».
A partire da aprile, i Ridillo saranno in tour: «dal vivo ci esibiamo in realtà tutto l'anno, una media di una volta alla settimana. Il fatto è che ci piace suonare e far star bene la gente: certo, vogliamo che la nostra musica sia ascoltata davvero, non solo considerata un divertimento, ma la nostra filosofia rimane quella di "Legalizza la felicità».