Credits: Rodolfo Marziali / Concessione in uso a Rockol
Saltato sul carro di Jubilee 2000, Venditti torna - ricondotto da un’opportuna domanda - al tema della musica. “Considero la mia partecipazione al Festival una grande occasione, che non vorrei perdere. L’ho immaginata in un modo peculiare, con un contenuto spettacolare, che prevede l’esecuzione di ‘Che tesoro che sei’ e di ‘Su questa nave chiamata musica’: due canzoni tratte dal mio ultimo album. Mi hanno fatto sapere che preferivano che eseguissi una canzone vecchia e una canzone nuova. La distinzione mi ripugna, la richiesta mi è parsa finalizzata all’ascolto televisivo, e non ho ritenuto di doverla accettare. Sono convinto che il risultato sarà soddisfacente sia per il pubblico sia per l’audience”.
La solita brutta figura di un giornalista, che in sostanza chiede in omaggio una maglietta con la scritta “Cancella il debito”, passa (fortunatamente per la categoria) sotto silenzio.
Ma qual è, chiede la corrispondente di una radio, il vero motivo per il quale Venditti non ha accettato di partecipare al Festival in gara? Antonello non risponde, e preferisce arpeggiare sul tema di come sia cambiato Sanremo, di come il Festival si stia “avvicinando alla vita reale dell’Italia”, senza dimenticare l’allusione - non proprio di buon gusto - al suicidio di Luigi Tenco.
La solita brutta figura di un giornalista, che in sostanza chiede in omaggio una maglietta con la scritta “Cancella il debito”, passa (fortunatamente per la categoria) sotto silenzio.
Ma qual è, chiede la corrispondente di una radio, il vero motivo per il quale Venditti non ha accettato di partecipare al Festival in gara? Antonello non risponde, e preferisce arpeggiare sul tema di come sia cambiato Sanremo, di come il Festival si stia “avvicinando alla vita reale dell’Italia”, senza dimenticare l’allusione - non proprio di buon gusto - al suicidio di Luigi Tenco.
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