Sul "Messaggero", Marco Molendini intervista Fiorella Mannoia. «Confesso: essere l’unico superospite italiano di sesso femminile a Sanremo solletica la mia vanità. Ho detto di sì subito, senza pensarci. Eppoi, perché nascondersi con un no? Non ho nulla da temere. Vengo da un ’99 superfortunato. E ci vado con leggerezza, senza dischi da promuovere». Molto importante, per convincerla, la presenza di Fabio Fazio. «La sua gestione ha dato una svolta determinante e, non a caso, ha creato le condizioni per fare arrivare i superospiti italiani. Se ti chiama uno verso il quale nutri fiducia è diverso». Tuttavia, le quattro precedenti partecipazioni non hanno lasciato ricordi particolarmente cari. «E’ come se ne avessi cancellato la memoria, a parte la sensazione di tensione che circondava tutto, specie nell’anno del mio debutto con "Caffè nero bollente"». Infine, qualche accenno al prossimo disco. «Uscirà ad ottobre. Qualche canzone c’è già, sulle altre stiamo lavorando. Poi, a gennaio vorrei partire con il nuovo tour teatrale che è la parte più divertente del lavoro».
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