"La Stampa" intervista il regista di "Festival!", «primo film hardcore ispirato alla manifestazione canora più amata dagli Italiani. A far da sfondo alle vicende pornoerotiche di "Festival!" (in onda dalla notte del 20 a quella del 29 febbraio su "Hot Club" di "Palco", pay tv di "D+"), sono i traffici e le manfrine dell'industria discografico-televisiva. Sfottò, curiosità e qualche proposito di denuncia animano il regista, Silvio Bandinelli, che si era già fatto notare per altri film-provocazione come "Mamma", storia hardcore ambientata durante la Resistenza, e "Anni di piombo", che mescolava sesso spinto e terrorismo. Bandinelli racconta di esser rimasto di stucco mentre girava; la realtà delle cronache si andava sovrapponendo alle invenzioni: "Ci eravamo inventati che al Festival ci fosse il tenore Passerotti. Poi abbiamo scoperto che a Sanremo arriverà davvero Pavarotti. A questa mossa, nella nostra storia, la multinazionale risponde portando un cantante di colore sospettato di pedofilia". Nel mirino della satira hardcore finiscono anche giornalisti e funzionari tv, pagati per avviare campagne e favorire entrature. Ci vuole poco ad indovinare come il presentatore scelga le vallette, e non manca una sfilata di poteri talari coinvolti. Girato a Parigi, con nomi noti dell'hardcore italiano - Ursula Cavalcanti e il torinese Roberto Malone - "Festival!" ha le musiche di Daniele Trambusti, collaboratore di Pelù».
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