Su "La Repubblica", Antonio Dipollina parla di «"Festival", parodia dichiarata del festival di Sanremo, ma soprattutto parodia hard-core, a luci rossissime. Il regista si chiama Silvio Bandinelli, e qualche anno fa girò una pellicola hard ambientata tra partigiani e fascismo che sollevò abbastanza polverone e perfino un dibattito su "L'Unità". (...) C'è un presentatore che è il sosia di Pippo Baudo, c'è un tenore ospite di gran peso che si chiama Passerotti e si aiuta per la voce scolando fiaschi di vino che poi accumula in un angolo ("Cos'è quello?". "Il monte dei fiaschi"), c'è una discografica donna molto spregiudicata. C'è un assessore corruttore e un giornalista corrotto, e ancora un discografico-piovra (il pornodivo Roberto Malone), nonché come superospite un sosia perfetto di Michael Jackson. E c'è sesso in quantità industriali grazie alla pornodiva Ursula Cavalcanti (la discografica) e alle sue colleghe nella parte di cantanti che aspirano alla vittoria finale. (...) Ci sono alcuni personaggi di gran peso e nome che non faranno molta fatica a riconoscersi nella parodia del film. E non tutti, a occhio, saranno contenti. Tanto che si precipiteranno a visionare la cassetta o aspetteranno la settimana del festival, nella quale D+, il canale satellitare di Telepiù che si è affrettato ad acquistare i diritti del film, lo manderà in onda a pagamento (10.000 lire la visione) per quelli che giudicheranno non soddisfacente il vero festival in onda da Sanremo».
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