Celentano-riassunto: è davvero un’altra cosa?

Celentano-riassunto: è davvero un’altra cosa?

“Francamente è un’altra cosa”, il varietà televisivo firmato per Raduno da Adriano Celentano, finisce per essere né più né meno che la riproposizione – con qualche leggera variazione – dei migliori momenti delle puntate di “Francamente me ne infischio” già trasmesse, nonostante la massima segretezza che circondava il lavoro.

Scrive Alessandra Rota su la Repubblica: «Adriano Celentano ieri sera su RaiUno ha eseguito un'accurata operazione di bisturi: ha tagliuzzato e rimontato, ha guardato con accuratezza maniacale le curve degli ascolti per sistemare meglio i pezzi a affetto, ha messo qua e là momenti registrati nel back stage. In bianco e nero, per sottolineare meglio la diversità (l'unica). Nessuna sorpresa, nessuna invenzione, nonostante la maniacale segretezza che ha caratterizzato la promozione delle due "nuove" puntate. Il guru della tv ha mantenuto fede alla sua dottrina e ce l'ha ripetuta. Ha riproposto le canzoni che hanno fatto impennare l'auditel come "Il ragazzo della via Gluck", i suoi ricordi, come quello del ragazzino appassionato di fisarmonica. Ha stuzzicato i detrattori di Striscia, colpevoli di aver accusato il divo Claudio di pubblicità occulta: il bicchiere di carta in primo piano, l'acqua come affare del millennio più cara del petrolio, la marca incriminata dichiarata ad alta voce. Ha usato i videochock, allungandoli fino a trasformarli in un videoclip dove la pena di morte si confonde nelle lunge code dei profughi, nelle facce affamate, nelle deportazioni di ogni epoca, negli incendi delle raffinerie che affumicano l'atmosfera, umanità sofferente ed ecologia, violenza e fame nel mondo: immagini per accompagnare la sua voce che canta: "Sei certo che c'è ancora il cielo ma dimmi solo dove devo andare, dimmi in quale direzione, non c'è nessuna indicazione.". (…) Celentano però non ha rischiato, ha solo "bignamizzato": (…) L'autocelebrazione è garantita (non manca nemmeno il cartello con la scritta "canto in playback"), anche se ogni tanto la scena cambia e il già visto a colori sfuma per lasciar posto al dietro le quinte: un flash sulla Neri in blue jeans che si riguarda nel monitor, una manciata di secondi nei quali Celentano fa il Führer e parla alla nazione in "tedeschese", Ligabue che prova l'ingresso in scena, tecnici che tentano di sistemare l'auricolare al molleggiato. (…) quello di Adriano Celentano deve restare un programma-pensiero anche in uno "speciale". Tanto da non rinunciare all' imbarazzante intervista con il Duca Bianco su come far cessare le guerre nel mondo, mettendo in sovrimpressione i titoli dei giornali del giorno dopo: "Dawid Bowie: Celentano è un cretino!"». Di Celentano riporta pure il Messaggero, in un articolo a firma Romano Paris, più generoso di complimenti nei confronti dello show. .

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