Su "La Repubblica", un articolo di Bono con tanto di copyright, per incitare i lettori italiani ad aderire alla sua crociata contro il debito del Terzo Mondo. «Eccoci qua, l'ondata del Nuovo Millennio ci ha travolti e ci chiediamo: a che punto siamo? L'acqua è diventata più calda? Probabilmente no. Ma è l'anno 2000, e abbiamo un nuovo stagno in cui sguazzare. E' grande e ha bisogno di una grande idea per essere riempito. La buona notizia è che noi ne abbiamo una. L'idea è Jubilee 2000, che significa cancellazione del debito nei paesi più poveri del mondo. È un'idea grandiosa, perché se andrà avanti anche quest'anno saremo in grado di influenzare concretamente la vita di circa un miliardo di persone, le più povere del mondo, che vivono con meno di un dollaro al giorno. (...) C'è sostegno a favore di Jubilee 2000, dal Santo Padre a Billy Graham, dalla Tanzania alla Bolivia, dall'Università di Harvard ai Prodigy. (...) Negli Stati Uniti abbiamo assunto un approccio pragmatico, discusso la questione con politici ed economisti, finché non abbiamo messo in piedi la nostra strategia, davanti alla quale anche Bill Clinton si è piegato; la doppia minaccia di pop star e Papa. Ho bussato personalmente alla porta dei potenti del mondo dell'economia, come Paul Volker, David Rockfeller, Pete Peterson, Robert Rubin e il suo successore a segretario del tesoro, Larry Summers. Mi hanno lasciato entrare. Il professore Jeffrey Sachs ha mobilitato l'intera Università di Harvard per scoprire le cifre esatte. Il suo zelo è stato contagioso. Larry Summers ha mostrato delle aperture, e alla fine, si sa, Bill Clinton è una star. Ha visto la luce, ha tirato fuori il suo sassofono e ha suonato. La posizione dell'America di fronte alla cancellazione del debito si è spostata dal 90 al 100 per cento. Nel contempo a Londra gli Inglesi cercano di recuperare. Grazie a Bob Geldof, l'animatore di Live Aid, e ai gruppi religiosi che suonano le loro trombe davanti al ministero del Tesoro, i muri della burocrazia stanno crollando. Sono state fatte mosse audaci e coraggiose: l' Inghilterra, gli Stati Uniti e il Canada hanno assunto la leadership dell'iniziativa. Ora è il momento dell'Italia di farsi avanti. I tre miliardi di dollari che i paesi più poveri devono all'Italia potrebbero essere cancellati completamente. D'Alema si è mosso nella giusta direzione nelle ultime settimane anche se non si è ancora impegnato a cancellare il 100 per cento, nella stessa maniera di Clinton e Blair. Ma so che gli italiani sono passionali e comprensivi. Papa Giovanni Paolo II ha fatto di questa causa una sua personale crociata morale. Nell'anno del Giubileo la città di Roma sembra rinata a nuova vita e ha catalizzato l'immaginazione di una nazione intera: non è forse questo il momento migliore per l'Italia di entrare nel nuovo Millennio al pari degli altri paesi leader? (...) C'è tanto da fare nel 2000. Il 1999 è stato per me un anno straordinario. Ho scambiato i miei occhiali da sole con il rosario del Papa; le grida, il glamour e la corona della scena per la bombetta, una ventiquattrore e storie di guerra con D. Rockfeller, nel suo Centro a NY. Ma alla fine è sulla strada che ho trovato fiducia nella gente semplice che fa sentire la sua voce e, devo ammetterlo, nei politici che le danno ascolto». In un box, si annuncia che Bono «verrà anche al Festival di Sanremo per esortare l'Italia a cancellare il debito con i paesi più poveri».
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