Sul "Corriere della Sera", articolo dedicato a Milva, che stasera e domani sera al Teatro Lirico di Milano porta in scena "El tango de Piazzolla", accompagnata dai Tango Seis e dall'Orchestra da camera Milano Classica, in occasione del Festival del Teatro d’Europa, festival nel nome di Giorgio Strehler. «Non sono una diva, nemmeno una star, però mi sembrava giusto che ci fossi anch'io in questo omaggio a Strehler, in considerazione di tutti gli anni di lavoro in comune. Piazzolla era un po' come Strehler. Tutti e due ricercavano la perfezione, da sé e dagli altri. Per questo Astor e Giorgio riuscivano a essere durissimi, crudeli anche: chiedevano il massimo, non si accontentavano mai. Ma erano due maestri a cui debbo moltissimo», per quanto la "Pantera di Goro" riveli che in trent’anni «Con lui non sono andata mai, nemmeno una volta, a cena». Da segnalare anche una piccola rivendicazione. Dopo le due serate a Milano, la cantante è attesa «A febbraio, a Dessau, per le celebrazioni per Kurt Weill, a cinquant'anni dalla morte e a cento dalla sua nascita: mi hanno chiamata per lo spettacolo inaugurale, "I sette peccati capitali". E invece al Festival di Ravenna, nella stessa parte han voluto Marianne Faithfull. Non l'ho trovata una grande idea, ma si sa, nemo propheta in patria».
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