La quarantesima edizione del festival di
Glastonbury
si è chiusa nella notte tra domenica e lunedì con il commovente "Happy birthday" intonato da
Stevie Wonder
, ultimo dei tre headliner di questa tornata che, si dice, passerà alla storia per essere stata la più calda.
Niente nubifragi, niente "classico" fango, niente paludi: un Glasto così forse non si era mai visto e comunque è stato il primo senza nemmeno una goccia di pioggia dal 2002. Wonder, forse non la scelta più ovvia per chiudere il festivalone da 140.000 spettatori, ma del resto negli ultimi anni sul palco di Pilton si è visto di tutto, ha proposto una scaletta con, tra le varie altre, "Superstition" e una cover di "We can work it out" dei
Beatles
. Stevie, secondo quanto riportano varie fonti, è inoltre riuscito a far risollevare il morale ferito; poche ore prima in 60.000 si erano staccati dal palco per andare ad assistere alla partita Inghilterra-Germania. Ultima canzone, sul tardi, è stata appunto "Happy birthday" con il patròn della kermesse, Michael Eavis.
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