La Toya Jackson, una delle sorelle di Michael Jackson, ha atteso il giorno prima dell'anniversario della morte del fratello per ripetere quanto aveva già detto alcuni mesi fa. E cioé che, secondo lei, il King of Pop è stato ucciso. Intervistata da un'emittente TV statunitense, La Toya ha detto: "I fan meritano di sapere la verità. Io non ho mai avuto dubbi. Michael è stato assassinato per il suo catalogo. Certa gente sapeva che Michael valeva più da morto che da vivo. I suoi figli meritano di sapere la verità. E i suoi genitori pure, e anche la famiglia e i fan. Personalmente penso che sia uno schiaffo in faccia. Non è stato un incidente".
Intanto Jermaine, uno dei fratelli di Michael, ha affermato -con un tempismo non propriamente eccezionale- che il cantante sarebbe ancora vivo se si fosse convertito all'Islam. "Sento che, se Michael si fosse convertito all'Islam, oggi sarebbe ancora qui e dico ciò per varie ragioni", ha detto Jermaine. Per il 25 giugno, un anno dalla scomparsa, oggi a Londra è stata inaugurata la targa che ricorda l'artista. A scoprirla è stato Adrian Grant, direttore del Lyric Theatre, il teatro presso il quale continuano le rappresentazioni di "Thriller live". Grant coosceva Jackson da più di vent'anni e, mostrando al pubblico la targa, ha affermato che il talento di Michael probabilmente non sarà mai superato da altri.