Gary Glitter in prigione

Quattro mesi di reclusione per Gary Glitter: questa la sentenza della corte di Bristol, che ha gettato nella disperazione l’eroe del glam rock, colto in lacrime al momento della lettura della condanna. Umiliante, in particolare, il frangente in cui Glitter è stato costretto a togliersi la parrucca per controllare che non vi nascondesse nulla sotto (la cinquantacinquenne rockstar aveva anche tentato il suicidio tempo fa). Paul Gadd (questo il vero nome dell’artista) nei primi anni ’80 era stato accusato di molestie sessuali ai danni di una fan minorenne. Dopo diversi anni vissuti alla mercè del cantante, la ragazza (oggi 34enne) ha trovato il coraggio di denunciarlo - anche perché gelosa di un’altra fiamma di Glitter, l’allora 17enne Denise Van Outen (oggi star televisiva e compagna di Jay Kay dei Jamiroquai).
La donna ha raccontato che il cantante le prese la verginità dopo un concerto: lo aveva conosciuto qualche anno prima, a 11 anni; in seguito era stata avvicinata dal suo manager. Ha spiegato di essere stata costretta a chiamare Glitter "papà" durante atti sessuali consumati in aperta campagna. La rockstar inglese le avrebbe anche rasato il pelo pubico con un rasoio e obbligata a vestirsi sempre da scolaretta, con calze e indumenti intimi rigorosamente bianchi. Entrato in confidenza con i genitori di lei, le aveva dedicato una canzone - diventata uno dei suoi successi - "What your mama don’t see, your mama don’t know". Per dodici anni continuarono a vedersi, "Perché lo amavo, credevo che l’amore fosse così", ha spiegato la donna, "E lui minacciava di suicidarsi se lo avessi lasciato". Glitter, abbronzato e sorridente, non è sembrato per nulla preoccupato, e ha anche improvvisato un piccolo show degno di una star fuori dal tribunale; si è dichiarato non colpevole degli otto capi d’imputazione, e ha fatto notare che la donna ha ricevuto 25.000 sterline (75 milioni di lire) da un giornale scandalistico in cambio della storia.
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