Su "La Repubblica", Leonetta Bentivoglio intervista Laurie Anderson su "Songs and stories from Moby Dick", da domani al 12 novembre in prima europea a Palermo. Lo spettacolo sarà poi a Napoli (25-26 novembre), Torino (30 novembre e 1 dicembre) e Prato (3-4 dicembre). La 52enne artista di Chicago parla soprattutto del capolavoro di Melville, e dice tra l’altro: «Nel libro non ci sono suoni. Io ho cercato di costruire una nave di suoni. Ho anche inventato un nuovo strumento, il "talking stick", un bastone radiotrasmittente suonato tramite tasti situati sulla sua superficie scorrevole e collegato a computer contenenti una gamma vastissima di suoni. Molto fisico, richiede fatica, lavoro. (...) Ma non faccio musica elettronica. E’ fredda, non mi piace. Piuttosto produco o registro suoni naturali o li amplifico. (...) Alcuni sponsor di questo show sono europei, come Agnés B., stilista di Parigi. In cambio sto disegnando una gonna-uccello. Il tessuto è un intarsio di minuscoli microfoni che contengono versi di uccelli, e c’è una cintura coi comandi per controllare i suoni». Altri progetti: «Sono interessata ai germi e alla loro relazione col sesso. Sarà questo il tema del mio prossimo lavoro. Farò un disco su "Moby Dick" e una grande mostra per il Pompidou sulla rapidità del tempo. Intanto scrivo per l’Enciclopedia Britannica la descrizione di New York. (...) M’incanta riguardare e ripensare la città in cui vivo».
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