Ieri sera, al Forum di Assago, Cher ha tenuto il suo unico concerto italiano. «Il suo show ha i sapori esagerati dell'autocelebrazione ed è all'insegna del kitsch e dello stile Las Vegas che sconfina nel circense. Il suo spettacolo "Do you believe?" comincia con notevole ritardo; presenti quasi 7000 fan, mentre in platea siede Franco Zeffirelli che l'ha diretta nel film "Un tè per Mussolini". E lei per 90 minuti stupisce con repentini cambi d'abito (otto), balletti barbari, psichedelici, futuristi e acrobatici, proiezioni-video, luci mirabolanti. All'inizio dello show, che ha debuttato a Londra il 15 ottobre, Cher emerge da sotto il palco su una pedana-ascensore, come una donna dei tempi di "Braveheart", in un'atmosfera da sabba magico, tra candelabri e fumi da caverna, con parruccone rosso, ricoperta di pelle di daino e circondata da ballerini-monaci tipo "Il nome della rosa": intona uno hit degli U2, "I still haven’t found (What I'm looking for)"». L’articolo elenca i successivi cambi di abito e immagine: look alla Louise Brooks con feluca napoleonica e stivaloni sopra al ginocchio, poi una calzamaglia nera trasparente, quindi colori e forme del musical "Hair", travestimento (in video) da Elvis, profumi spagnoli, pantaloni a volants e corpetto con strascico, video che la propongono con l'ex marito Sonny Bono (in concerti o show tv anni '60) o in suoi film ("Le streghe di Eastwick", "Silkwood", "The mask". In conclusione, «Gran finale con l'hit di oggi, "Believe": ballerini volteggianti su trapezi e lei proiettata nel terzo millennio vestita d'argento spaziale».
Su "La Stampa", parla la diva: «Il mio show - ha spiegato Cher - è destinato a far parlare di sé anche per l’enorme allestimento che ho fortemente voluto. So che ci sono delle esagerazioni ma oggi non si può pensare di affrontare una grande tournèe mondiale senza dare grosso peso allo spettacolo. Michael Jackson, gli U2 per non parlare dei Pink Floyd o altri grandi nomi del rock, hanno abituato il pubblico a spettacoli che girano a trecentosessanta gradi attorno all’idea del coinvolgimento totale. L’entertainment puro, legato unicamente alla performance di una canzone e alla brava artista che entra in scena con il solo ausilio di un microfono, è storia. Il mio circo musicale, perché di circo si tratta, mi vede cambiar d’abito parecchie volte e i ballerini che sono con me svolgono il compito di accompagnare e intrattenere al tempo stesso. (...) Per ora non sento l’età che avanza, e l’aver accettato di sottopormi alle cure di ottimi chirurghi plastici mi ha permesso di mantenere un aspetto piacevole. Il complimento più bello che mi sento fare ultimamente riguarda proprio il mio look, la mia forma. E’ vero i chirurghi hanno fatto un buon lavoro ma forse, anche io, ero un buon soggetto sul quale lavorare». Gira voce che sarà tra i protagonisti del prossimo episodio di "Guerre stellari", ma lei dice: «La musica e il cinema mi hanno dato tanto e giuro che non saprei a quale delle due cose darei la mia preferenza. Sono due facce della stessa medaglia. (...) Ora sono concentrata sul tour - dice - e sulla musica che mi sta dando di nuovo molte soddisfazioni. Il disco "Believe" è andato benissimo, forse anche meglio di quanto ci saremmo aspettati. Abbandonare questo momento fortunato per intraprendere altre strade sarebbe quantomeno sciocco. Il mio futuro lo costruisco ogni giorno e so che ho ancora molto tempo davanti a me. Per il cinema c’è ancora più tempo».
Su "La Stampa", parla la diva: «Il mio show - ha spiegato Cher - è destinato a far parlare di sé anche per l’enorme allestimento che ho fortemente voluto. So che ci sono delle esagerazioni ma oggi non si può pensare di affrontare una grande tournèe mondiale senza dare grosso peso allo spettacolo. Michael Jackson, gli U2 per non parlare dei Pink Floyd o altri grandi nomi del rock, hanno abituato il pubblico a spettacoli che girano a trecentosessanta gradi attorno all’idea del coinvolgimento totale. L’entertainment puro, legato unicamente alla performance di una canzone e alla brava artista che entra in scena con il solo ausilio di un microfono, è storia. Il mio circo musicale, perché di circo si tratta, mi vede cambiar d’abito parecchie volte e i ballerini che sono con me svolgono il compito di accompagnare e intrattenere al tempo stesso. (...) Per ora non sento l’età che avanza, e l’aver accettato di sottopormi alle cure di ottimi chirurghi plastici mi ha permesso di mantenere un aspetto piacevole. Il complimento più bello che mi sento fare ultimamente riguarda proprio il mio look, la mia forma. E’ vero i chirurghi hanno fatto un buon lavoro ma forse, anche io, ero un buon soggetto sul quale lavorare». Gira voce che sarà tra i protagonisti del prossimo episodio di "Guerre stellari", ma lei dice: «La musica e il cinema mi hanno dato tanto e giuro che non saprei a quale delle due cose darei la mia preferenza. Sono due facce della stessa medaglia. (...) Ora sono concentrata sul tour - dice - e sulla musica che mi sta dando di nuovo molte soddisfazioni. Il disco "Believe" è andato benissimo, forse anche meglio di quanto ci saremmo aspettati. Abbandonare questo momento fortunato per intraprendere altre strade sarebbe quantomeno sciocco. Il mio futuro lo costruisco ogni giorno e so che ho ancora molto tempo davanti a me. Per il cinema c’è ancora più tempo».