Viene da Toronto, Canada, questa rocker alta e bionda, con l'aria da maschiaccio, fiera delle sue origini, delle sue capacità vocali e della sua adattabilità alla dura vita "on the road". Amanda Marshall, 27 anni, è al seguito di Whitney Houston durante il suo tour mondiale, e spiega: «Sono fiera del fatto che una grande interprete come lei mi abbia scelto per aprire i suoi concerti. Stare sul palco è la mia droga, mi piace moltissimo, non credo che potrei farne a meno».
Al punto di non avere assolutamente idea di cosa farebbe, se non le riuscisse di continuare la carriera di musicista: «Se il successo un giorno se ne andasse, entrerei in crisi. Non si tratta di soldi, è questo tipo di vita che proprio mi fa andare in estasi. Anche perché mi sembra di aver dimostrato di saperci fare».
Al posto di Amanda, del resto, potrebbero parlare anche i numeri (fatte le debite tare: si sa, il mercato discografico nordamericano ragiona su cifre diverse dalle nostre). Dopo il disco di debutto - titolo scontato: "Amanda Marshall" -, pubblicato nel '96 e che ha venduto oltre due milioni di copie, nel giugno di quest'anno è arrivato "Tuesday's child", tredici brani che strizzano l'occhio al rock americano ma anche al pop. Prodotto, e realizzato, con l'aiuto di gente importante (tipo Eric Bazilian, Carole King e Don Was), pare che l'album si stia difendendo bene. «Merito della fiducia che gente anche importante ha avuto in me», puntualizza Amanda, «E della passione che metto nel lavoro che faccio».
Al punto di non avere assolutamente idea di cosa farebbe, se non le riuscisse di continuare la carriera di musicista: «Se il successo un giorno se ne andasse, entrerei in crisi. Non si tratta di soldi, è questo tipo di vita che proprio mi fa andare in estasi. Anche perché mi sembra di aver dimostrato di saperci fare».
Al posto di Amanda, del resto, potrebbero parlare anche i numeri (fatte le debite tare: si sa, il mercato discografico nordamericano ragiona su cifre diverse dalle nostre). Dopo il disco di debutto - titolo scontato: "Amanda Marshall" -, pubblicato nel '96 e che ha venduto oltre due milioni di copie, nel giugno di quest'anno è arrivato "Tuesday's child", tredici brani che strizzano l'occhio al rock americano ma anche al pop. Prodotto, e realizzato, con l'aiuto di gente importante (tipo Eric Bazilian, Carole King e Don Was), pare che l'album si stia difendendo bene. «Merito della fiducia che gente anche importante ha avuto in me», puntualizza Amanda, «E della passione che metto nel lavoro che faccio».
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