Esce sabato il nuovo album degli 883

Esce sabato il nuovo album degli 883
A due anni di distanza da “La dura legge del gol” (1997) esce sabato 23 ottobre il nuovo album di inediti degli 883, “Grazie mille”. Nato all’inizio dell’anno e scritto di getto - praticamente in tre mesi o poco più - l’album segue la pubblicazione del fortunato greatest hits “Gli anni”, uscito nel 1998.
Chitarre, bassi, tastiere, batterie, fiati, un quartetto d’archi e addirittura un assolo di flauto (contenuto in “La rana e lo scorpione”) caratterizzano il suono di questo disco, che pure non dimentica l’apporto essenziale di campionamenti e sonorità computerizzate. E “Grazie mille” non è solo un disco, ma un progetto multimediale che va dalle fotografie tridimensionali presenti nel libretto del Cd alla confezione e ai disegni che raffigurano Max e i suoi in stile “manga” giapponese, per arrivare alla sua duplice natura audio e “rom”: il CD ROM offre, oltre all’abbonamento gratuito a Internet, la possibilità - collegandosi al web - di vivere in una vera e propria città virtuale, visitabile dagli utenti assumendo una ‘personalità’ anche fisica (disegnata in stile manga, naturalmente) che permetterà di fare acquisti, ascoltare musica, visionare video o incontrare altri visitatori del sito con cui sarà possibile chattare, in pubblico o in privato.
Contemporaneamente all’uscita dell’album è operativo il nuovo sito internet in 3D: http://www.883D.com.
Qui di seguito, Max Pezzali presenta con parole sue le canzoni dell’album; nei prossimi giorni Rockol proporrà un’intervista esclusiva con gl 883.

“Grazie mille”
«Anch'io come tutti cerco la felicità e anch'io come tutti mi sono chiesto dove trovarla, andandomi a perdere in utopiche elucubrazioni sui grandi temi della vita. Poi mi sono fermato un attimo e mi sono guardato intorno: il mio cane scodinzolava, i miei genitori stavano bene, i miei amici raccontavano le solite vecchie storie, e l'aria secca rendeva visibili le colline dell'Oltrepò. Mi sono sentito immensamente fortunato. E ho sentito di dover ringraziare di tutto ciò qualcuno o qualcosa».
“La Regina del Celebrità”
«Erano gli anni 80, la dance italiana imperversava ovunque, e una compagnia di adolescenti cominciava a muovere i primi timidi passi nella vita notturna di una discoteca di provincia. Tra tutte le ragazze che ballavano in pista, una diventò per noi un mito, una leggenda, la Regina assoluta. Troppo giovani anche solo per immaginare di rivolgerle la parola, i miei amici ed io speravamo di crescere in fretta per raggiungerla. L’ho rivista di recente, e la splendida ballerina che attraversava i nostri sogni si è trasformata in una splendida moglie e in una splendida mamma».
“Le luci di Natale”
«Dalle mie parti gli inverni sono grigi e interminabili. Non si riescono a distinguere i colori, il freddo e l’umidità penetrano fino alle ossa, i giorni e le notti si susseguono con estenuante monotonia. Solo nel periodo natalizio gli addobbi luminosi colorano e riscaldano le strade e le piazze, diffondendo una tranquillizzante atmosfera di festa. Come quando s’incontra una persona e parte qualcosa dal cuore che non si riesce a capire cos1è ma che fa lo stesso effetto».
“Almeno una volta”
«Sbagliando s’impara. Una delle più grandi balle della storia. Si è convinti che crescendo e maturando, le esperienze accumulate ci aiutino a non commettere gli stessi errori, a essere più riflessivi, a calcolare bene i pro e i contro, a diventare adulti. E invece no. Sarebbe troppo facile. Si continua a sbagliare esattamente come prima».
“Nient’altro che noi”
«Ci sono persone che riescono a farci sentire talmente bene da allontanarci dalla realtà circostante, da farci dimenticare il luogo in cui ci troviamo, da farci diventare un tutt’uno con loro. Forse non può durare in eterno, ma non importa. E’ già una fortuna averlo provato anche solo per un secondo».
“Viaggio al centro del mondo”
«Chi è cresciuto in provincia ha generalmente un rapporto ambiguo con la metropoli: da un lato la grande città rappresenta il dinamismo, l’abbondanza di opportunità, l’apertura mentale. Dall’altro vi è una sorta di timore reverenziale nei confronti dell’eccessiva velocità di reazione che la metropoli richiede a chi si confronta con essa».
“Tenendomi”
«I cantanti raccontano che l’Amore è fatto di passioni intense e di forti emozioni. Forse è vero, forse per un po’. Ma trovare un alleato con cui affrontare un mondo sempre più complicato sarebbe già un grande risultato».
“Dopo il solito bip”
«Le telecomunicazioni cellulari avvicinano le persone. Bisognerebbe spiegarlo al povero Cristo che ogni volta che tenta di telefonare alla fidanzata viene accolto dall’orribile messaggio di benvenuto della segreteria». “La Rana e lo Scorpione”
«Racconta un antico proverbio cinese che stavano una volta sulla riva del fiume una rana e uno scorpione. Lo scorpione doveva attraversare il fiume; così, non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull1altra sponda!”. La rana rispose: “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!”. “Per quale motivo dovrei farlo” - incalzò lo scorpione - “Se ti pungo tu muori e io annego!”. La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, se lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà del tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione...” - rispose lui “E’ nella mia natura”».
“Tutto ciò che ho”
«In alcuni momenti della mia vita ho pensato di essere inadeguato. Avrei voluto essere diverso, avrei voluto andarmene altrove, avrei voluto cambiare radicalmente la mia esistenza; ma più ci pensavo e più mi rendevo conto che qualsiasi cosa avessi fatto sarei stato sempre con me».
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