Flavio Brighenti su “Repubblica” riferisce del concerto tenuto dai Fugazi, il gruppo di Washington, a Roma giovedì scorso 30 settembre. Ma non scrive una parola sul contenuto musicale della serata, ricordando invece che i Fugazi «lavorano al di fuori degli
abituali circuiti commerciali. Scegliendo per i loro concerti spazi aperti a tutti, e praticando prezzi ultrapopolari. Esattamente quanto è accaduto giovedì sera a Roma, al Forte Prenestino, davanti ad una folla oceanica, e negli altri centri sociali italiani dove i quattro
si stanno esibendo in questi giorni (stasera saranno al Leoncavallo di Milano, domenica al porto di Catania). (…) Al Forte Prenestino hanno suonato davanti a migliaia di ragazzi - qui nessuno tiene i conti - richiamati solo dal passaparola e dal tam tam delle radio indipendenti. Incentivati, per di più, dall'ingresso a prezzo politico, cinquemila lire, un'inezia se rapportato alle tariffe praticate dalle rockband "non" indipendenti. Le majors discografiche farebbero carte false per metterli sotto contratto. Ma i Fugazi resistono».
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