Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol
Nonostante sia considerato l’ispiratore di Marilyn Manson (e di centinaia di altri gruppi con propensione all’horror), Vincent Furnier in arte Alice Cooper sostiene di essere timorato di Dio - e di tante altre cose. Il figlio di un predicatore nonché autore di "I love the dead" ha detto: «Non ho mai toccato la religione cristiana. E ho sempre avvertito i gruppi che si dichiarano satanici: "Gente, certe cose non si prendono alla leggera". Sono sempre stato molto consapevole della mia posizione nei confronti di Dio». Certo, nella sua carriera ha sempre cercato di terrorizzare il pubblico. «Ma non darei tanto peso alle finte decapitazioni sul palco, o cose del genere. Ricordo che Frank Zappa, che ci procurò il nostro primo contratto, diceva che la cosa più terrificante di noi era che venivamo dall’Arizona». Cooper, ad ogni buon conto, dice che ci sono due cose che per lui rappresentano dei veri incubi. «Una è aver preso parte al film "Sgt. Peppers’ lonely hearts club band", con i Bee Gees. Il ricordo ancora mi tormenta. L’altra è "Sextette", un film del 1978 cui ho preso parte con Mae West. Durante una pausa tra le riprese, c’è stato un momento agghiacciante in cui Mae West mi ha invitato a seguirla nella sua stanza. Io avevo 30 anni, lei 85».
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