"Westway" è la sopraelevata a sei corsie che collega il centro di Londra con il Nord Ovest
della nazione. E’ l’elemento che caratterizzava il panorama che si godeva
dall'appartamento della nonna di Mick Jones, è la strada sotto cui si passa quando
si percorrono Portobello Road o Ladbroke Grove (in un pub della quale
suonavano i Clash agli esordi).
E “Westway to the world” è il titolo del film di Don Letts che è stato proiettato in anteprima nei giorni scorsi a Londra: 90 minuti che ricostruiscono la storia e le vicende di una band epocale come i Clash. In esso, fra l’altro, Joe Strummer racconta che era solo un teenager quando capì che «bisogna diventare qualcuno che ha potere, per non venire schiacciati dal potere». Mick Jones afferma che voleva che "Sandinista" fosse un disco «per chi lavorava sulle piattaforme petrolifere». Paul Simonon colpisce per la disarmante spontaneità delle sue affermazioni. 'Topper' Headon, lucido e sereno, stupisce quando dice che «rifarebbe tutto!» (è da non molto uscito da una cura di disintossicazione per tossicodipendenti).
Il film termina con una struggente immagine di Joe Strummer che gira la faccia alla camera, con la voce quasi rotta e gli occhi che luccicano, mentre dice che «quando in una band c'è la chimica giusta non bisogna modificarla, non bisogna cambiare niente. Noi questa lezione l'abbiamo imparata. Amaramente imparata».
E “Westway to the world” è il titolo del film di Don Letts che è stato proiettato in anteprima nei giorni scorsi a Londra: 90 minuti che ricostruiscono la storia e le vicende di una band epocale come i Clash. In esso, fra l’altro, Joe Strummer racconta che era solo un teenager quando capì che «bisogna diventare qualcuno che ha potere, per non venire schiacciati dal potere». Mick Jones afferma che voleva che "Sandinista" fosse un disco «per chi lavorava sulle piattaforme petrolifere». Paul Simonon colpisce per la disarmante spontaneità delle sue affermazioni. 'Topper' Headon, lucido e sereno, stupisce quando dice che «rifarebbe tutto!» (è da non molto uscito da una cura di disintossicazione per tossicodipendenti).
Il film termina con una struggente immagine di Joe Strummer che gira la faccia alla camera, con la voce quasi rotta e gli occhi che luccicano, mentre dice che «quando in una band c'è la chimica giusta non bisogna modificarla, non bisogna cambiare niente. Noi questa lezione l'abbiamo imparata. Amaramente imparata».
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