Diana Ross rilasciata. Dettagli sull'arresto

Il "Corriere della Sera" scende nei particolari riguardanti l’arresto di Diana Ross all’aeroporto di Heathrow, riportato ieri anche da Rockol. «Diana Ross, 55 anni da far invidia, dopo il soggiorno a Londra per il video dell'ultimo Cd, pensava di rientrare a New York nello splendore della sua fama: capelli corvini, unghie rosse, un completo nero che le fasciava il corpo nervoso, tacchi altissimi, era attesa dal Concorde delle 10.30, che parte dal terminal 4, più esclusivo di quelli per i voli normali. Ma quando Diana Ross è passata al metal detector, facendolo suonare per quella sua cintura dalla enorme fibbia di metallo, la poliziotta di turno non ci ha pensato due volte. Ha fermato la cantante e ha cominciato a perquisirla. E qui è successo il fatto. Dopo qualche parola ad alta voce, quasi un alterco, la Ross se n'è andata irritata all'imbarco del Concorde, dove già sedeva l'intera famiglia del sultano del Brunei. Ma la cantante non è mai partita: davanti a tale platea coronata, ha dovuto subire una penosa umiliazione. Gli agenti di Scotland Yard le si sono presentati sull'aereo, l'hanno invitata a seguirli al posto di polizia, le hanno comunicato che era in stato d'arresto, le hanno contestato l'accusa di aggressione alla poliziotta del metal detector. E per cinque ore la diva ha dovuto spiegarsi: solo alle 15.30 è stata rilasciata, piangente, dopo aver subito una formale ammonizione. Ma era sconvolta: non sarà perseguita, però impari a comportarsi. Ma ch'era successo alla perquisizione? Naturalmente, poiché Scotland Yard tace, c'è solo la versione della cantante: "Sono furiosa", ha detto al cronista che l'ha accostata mentre veniva scortata dagli agenti: "Lo sa che, quando perquisiscono, toccano anche il petto? Quella mi faceva passare le mani sui seni, è vergognoso. Ma perché non usano un detector a mano, come in tutti gli aeroporti del mondo? Non si sognerebbero di toccare il pene d'un uomo, no?". Ma c'è di più: pare infatti che la cantante abbia voluto lei stessa "perquisire" la poliziotta. Forse ha allungato, nell'ira, le mani? Se avesse protestato solo verbalmente, non si capirebbe l'accusa di aggressione, né perché abbia dovuto rispondere agli agenti per un tempo lunghissimo, che ha alimentato mille congetture (contrabbando, o che altro?), poi cadute con il rilascio senza capi d'accusa».
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