La vicenda Mtv tracima: alcuni politici annunciano lotta dura e senza paura. Secondo il "Corriere della Sera", la sinistra è spaccata, i giovani ds hanno costituito un comitato di salvataggio avvisando il governo: "Se si oscura la rete della musica sarà scontro generazionale". «Pierfrancesco Majorino, consigliere del ministro Livia Turco per le politiche giovanili, è il promotore del comitato: "Governo e maggioranza parlano tanto di figli: è giunto il momento di dimostrare che tengono in considerazione necessità e bisogni di questa generazione". (...) Il verde Alfonso Pecoraro Scanio (ieri notte a Ibiza a una festa di Mtv) ha presentato un’interrogazione al ministro delle Comunicazioni Cardinale. (...) E’ contrario al modello Mtv ("un centro di rincitrullimento per i giovani") ma chiede che non venga imbavagliata Mario Capanna. Il coordinatore dei Comunisti italiani Marco Rizzo precisa: "Le regole non possono colpire la qualità"». Quest’ultimo invito all’indulgenza è rilanciato da Adriano Celentano in una lunga lettera pubblicata dal giornale: «Anche la disciplina può essere oggetto di una piccola deviazione se questa è a fin di bene».
Interviene anche Georg Kofler, che sostiene che il progetto di Hot Italia (società della quale è presidente) per Retemia, la "concorrente" di Rete A - Mtv nella corsa alla frequenza, «non ha nulla a che fare con le attuali televendite ma piuttosto con lo sviluppo delle infrastrutture per il commercio elettronico, ed è stato giudicato valido dalla Commissione per le sue valenze di investimento e occupazione future. (...) Mi domando: "Come è stata trovata soluzione per Rete4 e Telepiù, non può essere trovata soluzione anche per Rete A - Mtv in attesa che venga implementato il nuovo piano frequenze? In fondo, il digitale terrestre è o no alle porte anche in Italia?»
Sul "Giorno", nella pagina che ormai quotidianamente ospita i lacrimevoli appelli e fax degli Mtv-dipendenti, il ministro Cardinale spiega: «E’ previsto che si assegnino fino a otto concessioni. Ciò vuol dire che io potrei anche non assegnare l’ottava, perché alla fine nessuna delle due emittenti ha le carte in regola per ottenerla. Se, a tempo debito, si riuscirà a dimostrare che Rete A ha le carte in regola, non ci sarà motivo di escluderla dall’ottenere la concessione. Mi sembra comunque una stortura e un’esagerazione pensare che senza Mtv l’Italia non possa vivere».
Interviene anche Georg Kofler, che sostiene che il progetto di Hot Italia (società della quale è presidente) per Retemia, la "concorrente" di Rete A - Mtv nella corsa alla frequenza, «non ha nulla a che fare con le attuali televendite ma piuttosto con lo sviluppo delle infrastrutture per il commercio elettronico, ed è stato giudicato valido dalla Commissione per le sue valenze di investimento e occupazione future. (...) Mi domando: "Come è stata trovata soluzione per Rete4 e Telepiù, non può essere trovata soluzione anche per Rete A - Mtv in attesa che venga implementato il nuovo piano frequenze? In fondo, il digitale terrestre è o no alle porte anche in Italia?»
Sul "Giorno", nella pagina che ormai quotidianamente ospita i lacrimevoli appelli e fax degli Mtv-dipendenti, il ministro Cardinale spiega: «E’ previsto che si assegnino fino a otto concessioni. Ciò vuol dire che io potrei anche non assegnare l’ottava, perché alla fine nessuna delle due emittenti ha le carte in regola per ottenerla. Se, a tempo debito, si riuscirà a dimostrare che Rete A ha le carte in regola, non ci sarà motivo di escluderla dall’ottenere la concessione. Mi sembra comunque una stortura e un’esagerazione pensare che senza Mtv l’Italia non possa vivere».