Credits: Daniele Baracco
In prima pagina sul "Corriere della Sera", Zucchero annuncia la trama del libro cui si dedicherà nei prossimi due anni, rinunciando ai concerti. «Beh! Diciamo che sarà un po' autobiografico e ambientato nel 2020, ma niente di letterario. Io voglio un linguaggio crudo, da strada, un po' cannibale. E vorrei che il libro risultasse come un thriller. La storia è ambientata, mettiamo, tra vent'anni e c'è un cronista che si mette sulle tracce di questo Zucchero, che una volta era un cantante conosciuto ma del quale ora si son perse le tracce. Va a Reggio Emilia dove Zucchero è nato e si fa raccontare dagli amici cosa faceva da piccolo, poi scopre che ha suonato con Miles Davis e ne ricostruisce l'incontro a New York; poi quello con Pavarotti. Alla fine il cronista, in una città come Parigi o New York, riconosce Zucchero in un vecchio barbone. Il titolo del libro? "Più badili e meno chitarre". Ma forse è meglio "Puttanesca". (...)
Unica distrazione del nostro ambasciatore del blues, che ieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Pontremoli e il premio Arti e mestieri, il lancio di un cd dei suoi nuovi duetti: "Ho già registrato quelli con Pavarotti, Sting, Miles Davis, Eric Clapton, B.B. King, i Queen, Sinead O'Connor e Paul Young"».
Unica distrazione del nostro ambasciatore del blues, che ieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Pontremoli e il premio Arti e mestieri, il lancio di un cd dei suoi nuovi duetti: "Ho già registrato quelli con Pavarotti, Sting, Miles Davis, Eric Clapton, B.B. King, i Queen, Sinead O'Connor e Paul Young"».
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