Su "La Repubblica" Enrico Sisti indaga sui sempre più stretti (e proficui) rapporti tra rock e pornografia. «"Oggi la fantasia del rock "ha bisogno del porno per conquistare un po' di tranquillità". Lo dice Gene Simmons dei Kiss, che compare nel video semi- hard (le attrici sono in realtà tutte vestite) di "Boys are back in town" dei vecchi Thin Lizzy, che fa parte delle riprese di un film dei Kiss intitolato "Detroit rock city". E aggiunge: "Nella vita in fondo o ci si diverte o ci si annoia. E a me risulta che la vita sia decisamente migliore con una porno star accanto". (…) La stagione 1999-2000 nasce nel segno della connection fra rock e porno, un patto tutt'altro che scellerato che ha trovato concordi manager e musicisti, pubblicitari e agenti. (…) Ma è il rock che è tornato cattivo o il porno che si è felicemente insinuato tra le "normalità del consumo" di cui il rock fa parte da anni? Jonathan Davis del gruppo Korn sembrerebbe dimostrare che sono proprio i nuovi esponenti del rock come lui ad aver dato uno strattone alla vecchia etica castigata: "Mi piace il porno, la mia musica ne risente e il mio pubblico approva". Ma è probabile che in realtà sia il porno ad essere diventato improvvisamente più accessibile e commercialmente redditizio anche tra i frequentatori del rock (si parla di 686 milioni di video scaricati da Internet nel solo 1998). E il rock, che ha bisogno di un po' di spezie per tornare a "pizzicare", si è adeguato ampliando lo spettro delle soluzioni, trovando indovinata l'idea di associarsi al porno».
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