Quando Andrea Bocelli incideva "Time to say goodbye", versione inglese di quel "Con te partirò" che sarebbe diventato un classico degli anni '90 e un tormentone pubblicitario, Sarah Brightman c'era. «Quel duetto ha cambiato la vita a entrambi», ricorda la cantante inglese; «ma non credo che ripeteremo l'esperienza. E' stata una di quelle cose che si possono fare una volta sola». La giovane ex moglie di Sir Andrew Lloyd Webber, re dei musical britannici, ha inciso il suo terzo album, "Eden", connubio tra atmosfere celtiche e new age alla Enya e "pop lirico" (con tanto di "Nessun dorma"). C'è persino "Il mio cuore va", versione italiana della "titanica" "My heart will go on" di Celine Dion, tradotta da Carmelo e Michelangelo La Bionda. «Non mi capita molto spesso di fare "cover" altrui. Quando l'ho sentita mi è piaciuta molto, ho pensato che andasse bene per una voce classica e ho voluto provare a interpretarla in una lingua che mi sembrava molto adatta al suo "tessuto" sonoro».
Nonostante la "sfida" a Pavarotti (e Michael Bolton, e Bocelli...) in un "Nessun dorma" al femminile, la Brightman (che a gennaio dovrebbe esibirsi dal vivo anche in Italia) ascolta volentieri pop e rock: nel disco compaiono "Dust in the wind" dei Kansas e "Tu" dei Mecano, e lei annovera tra i suoi gruppi preferiti Massive Attack, Cocteau Twins e U2.
Nonostante la "sfida" a Pavarotti (e Michael Bolton, e Bocelli...) in un "Nessun dorma" al femminile, la Brightman (che a gennaio dovrebbe esibirsi dal vivo anche in Italia) ascolta volentieri pop e rock: nel disco compaiono "Dust in the wind" dei Kansas e "Tu" dei Mecano, e lei annovera tra i suoi gruppi preferiti Massive Attack, Cocteau Twins e U2.
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