Documenti finora inediti, depositati presso la Superior Court del Los Angeles County e ottenuti dal domenicale britannico "News Of The World", dimostrerebbero che Michael Jackson fu "resuscitato" per circa dieci minuti dopo essere arrivato presso l'ospedale UCLA. Le carte riporterebbero che alle ore 13.21 dello scorso 25 giugno il personale medico notò una debole attività attività cardiaca del cantante, divenuta più sostenuta un minuto dopo. Alle 13.52 il ritmo cardiaco era di 53 battiti al minuto. Ma, nonostante gli sforzi, il cantante -intubato- non riuscì a riguadagnare attività vitali spontanee e venne dichiarato morto alle 14.26. Si evidenzia che Conrad Murray, il medico del King of Pop, mentì ai dottori in quanto non disse loro d'avergli somministrato il Propofol, ad oggi ritenuto causa principale della scomparsa dell'artista.