Dopo il siparietto iniziale dedicato a Mario Luzzatto Fegiz del “Corriere della Sera”, insignito di una fascia celebrativa come recordman di presenze al Festival (42), il quotidiano teatrino televisivo ambientato in sala stampa e condotto da Maurizio Costanzo prende il solito andamento: poche domande scomode, nessuna risposta “vera” (perché non comunicare i risultati delle votazioni e la classifica, se davvero si vuole essere ritenuti trasparenti?), e nel complesso un'arietta da “non disturbate i manovratori” che immalinconisce.
Mi spiego meglio: secondo me, ma è un parere personale, dei giornalisti seri, che fin dal primo giorno si sono resi conto che alle loro domande non vengono date risposte precise e puntuali, dovrebbero rifiutarsi di partecipare a questa messinscena, rendendola irrealizzabile. Perché, invece, continuano ad essere presenti e a fare domande?
Rispondetevi voi.
E chiudo qui.