Gianluca Grignani nei ‘Campi di popcorn’

Gianluca Grignani nei ‘Campi di popcorn’
«”Campi di Popcorn’ è un po’ come ‘Strawberry Fields’» spiega Gianluca Grignani. «Era un pezzo scritto per Zucchero, poi me lo sono tenuto. E’ anche ispirato da un racconto che ho scritto qualche anno fa, in cui Einstein, in Paradiso, spiegava a Marilyn Monroe che il materiale del futuro sarebbe stato il popcorn, utilizzato anche per costruire le bombe”.
Gianluca Grignani è fiducioso, sereno anche se non completamente rilassato: non è il tipo. Il suo terzo disco, “Campi di Popcorn” è un disco bello e importante. Forse siamo davvero di fronte a un artista che può raccogliere il testimone di Lucio Battisti e di Vasco Rossi, pronto a mettere tutto se stesso nelle canzoni senza le pretenziosità di certi suoi coetanei. Certo, dopo due dischi così diversi come “Destinazione Paradiso” e La fabbrica di plastica”, la domanda sorge spontanea: a quale dei due fratelli somiglia il terzo “figlio”?
«Al papà. “Campi” è come sono adesso. Ma sia “Destinazione” che “Fabbrica” sono miei figli, rappresentano due parti di me».
Però “La fabbrica di plastica” ha spiazzato la critica, gran parte del tuo pubblico e forse anche la casa discografica.
«Sì, credevano di avermi inquadrato come cantante per ragazzine. Che poi, intendiamoci, le ragazzine io le rispetto, anche i Beatles piacevano alle ragazzine. Ma da noi i giornali sparano le loro stronzate per vendere di più, decidono quello che gli pare, ci speculano sopra perché la mia faccia li fa vendere e non si ascoltano i dischi. Io non ho fatto nulla perché succedesse. Non lo sopporto». Il tuo è un disco con un respiro molto rock, e forse per una volta non nel senso di “rock italiano”, a cominciare dalla registrazione newyorchese…
“Ho cercato di mettere assieme un suono internazionale con quella che credo sia la mia cultura di italiano. Ultimamente ho ascoltato molto i Radiohead, sono straordinari, e poi continuano a piacermi parecchio gli U2. Verve e Oasis molto meno. Ma la scena italiana underground è molto più viva di quella inglese. Mi piacciono moltissimio ad esempio gli Antennah, di Cagliari”.
Per finire, notizie sul tour: “Partiamo a marzo-aprile. Poi ci fermiamo per i Mondiali di calcio. L’Italia è l’Italia. Ma una volta finiti i Mondiali riprendiamo”.
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