Credits: Gianni Sibilla
Su "La Stampa", Marinella Venegoni intervista Ani Di Franco, che ha iniziato il tour italiano al Vox di Nonantola (Modena). La cantautrice è definita nel titolo "regina del folk-rock aggressiva, romantica e cangiante", anche se "addolcita e innamorata"; lei stessa dice: «lo canto anche in ''Angry anymore'': sono arrivata a un buon punto nella mia carriera, ho una bella band, sono innamorata. Il nuovo album riflette questo stato".
Folk è diventato un termine desueto. Che significa oggi, per lei?
"Folk è il linguaggio politico, non c'entra la chitarra. Folk è quello che non senti nelle radio e ascolti invece nei festival. Poi, certo, ci sono i fascisti del folk, che ti guardano in cagnesco perché non rispetti la tradizione, con la chitarra ammodo e i suonini giusti".
Lei è stata in tour con Bob Dylan.
"E' una persona gentile. Ma mi ha impressionato che lui e la sua band provassero separatamente: io, con i miei, stiamo sempre insieme. Lui invece è chiuso, non parla, e intorno c'è un'atmosfera nervosa"».
Folk è diventato un termine desueto. Che significa oggi, per lei?
"Folk è il linguaggio politico, non c'entra la chitarra. Folk è quello che non senti nelle radio e ascolti invece nei festival. Poi, certo, ci sono i fascisti del folk, che ti guardano in cagnesco perché non rispetti la tradizione, con la chitarra ammodo e i suonini giusti".
Lei è stata in tour con Bob Dylan.
"E' una persona gentile. Ma mi ha impressionato che lui e la sua band provassero separatamente: io, con i miei, stiamo sempre insieme. Lui invece è chiuso, non parla, e intorno c'è un'atmosfera nervosa"».
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