Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol
Durante un incontro con gli studenti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, Paolo Conte ha parlato a lungo di musica: la propria e quella altrui, del passato e del presente. “Il mio preferito? Sidney Bechet. Per quanto riguarda la musica classica, non amo particolarmente Mozart; sono un estimatore dell’arte povera, della musica popolare. Mi entusiasmano meno le commistioni, i “tradimenti”, come quelli - spero che non ci siano giornalisti in sala - di Pino Daniele, con il suo blues napoletano. Non capisco che senso abbia un blues napoletano”.
Per il buon Pino, dunque, chi la fa l’aspetti: l’autore di “Yes I know my way” l’anno scorso si era chiesto che senso aveva, per Zucchero, imitare Joe Cocker. Tra i due non è finita bene: hanno dato la parola ai rispettivi avvocati. Nel caso di Paolo Conte, poi, l’avvocato c’è già.
Per il buon Pino, dunque, chi la fa l’aspetti: l’autore di “Yes I know my way” l’anno scorso si era chiesto che senso aveva, per Zucchero, imitare Joe Cocker. Tra i due non è finita bene: hanno dato la parola ai rispettivi avvocati. Nel caso di Paolo Conte, poi, l’avvocato c’è già.
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