Minacciata dalla pioggia, ha preso il via alle 21.15 in punto la seconda serata di O’ Scià. Ad Antoine Michel il compito come ogni sera di aprire le danze.
Claudio Baglioni
Il secondo ospite della serata è Giorgio Panariello, che ha portato in scena il meglio di tutti i suoi spettacoli, imitazione di Renato Zero compresa (sul finale dell’esibizione Baglioni lo raggiunge sul palco per cantare insieme “I migliori anni della nostra vita”).
Arriva il terzo ospite, l’atteso Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra Italiana. Due ore e un quarto di concerto senza mai perdere tono e ritmo, passando dalle melodie tradizionali napoletane a quelle folkloristiche, facendo divertire il pubblico a suon di improvvisazioni musicali e cover swing: “Nella musica non c’è diversità”, ha detto Arbore, “Voglio ringraziare il mio amico Claudio Baglioni per questa bellissima serata. Questa è la conferma che tra musicisti non ci sono razze e colori, ci sarà quello più bravo o quello meno bravo, ma nella musica siamo tutti uguali, amiamo il prossimo come noi stessi. Quest’isola mi sembra il posto adatto per mandare questo messaggio, voi siete l’isola dell’uguaglianza”. Lo show di Arbore e dell’Orchestra (tra cui spunta un Gegè Telesforo in ottima forma), è continuato con un omaggio a Roberto Murolo. Per “Reginella” Claudio Baglioni sale sul palco insieme ad Arbore, sullo schermo a fare da sfondo sono state proiettate le immagini più significative della carriera di Murolo, mentre durante il ritornello, esce dalle casse la sua voce registrata.
E’ l’una passata, siamo agli sgoccioli della serata. Arbore intona una versione “multietnica” di “Ma la notte” - prima hawaiiana, poi mariachi e poi melodica –, e un madley che comprende “Vengo dopo il TG”, “Si la vita è tutto un quiz” e “Tanto pe’ canta’”, dove viene raggiunto nuovamente sul palco da Baglioni dando vita ad una divertentissima versione della canzone.
La serata si chiude salutando tra gli applausi Renzo Arbore e la sua orchestra, ma prima di mandare tutti a dormire, il padrone di casa regala ancora qualche minuto al pubblico con “Mille giorni di te e di me” e “Volare” di Modugno, adottata ormai come sigla di chiusura. Il pubblico abbandona piano la spiaggia e Lampedusa riprende vita.
fa poi il suo ingresso sul palco, e dopo aver cantato “Sono io”, presenta il primo ospite: “Anche questa sera abbiamo la nostra padrona di casa…”, ha detto, annunciando Manuela Folliero. “O’ Scià non si interessa solo di Lampedusa”, ha spiegato Baglioni, “E’ nata ora un’iniziativa che ci riguarda, perché nei prossimi giorni, nelle città d’Italia, ci sarà il week end dell’integrazione attraverso lo sport, una forma di unione che non ha confini”.
Il secondo ospite della serata è Giorgio Panariello, che ha portato in scena il meglio di tutti i suoi spettacoli, imitazione di Renato Zero compresa (sul finale dell’esibizione Baglioni lo raggiunge sul palco per cantare insieme “I migliori anni della nostra vita”).
Arriva il terzo ospite, l’atteso Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra Italiana. Due ore e un quarto di concerto senza mai perdere tono e ritmo, passando dalle melodie tradizionali napoletane a quelle folkloristiche, facendo divertire il pubblico a suon di improvvisazioni musicali e cover swing: “Nella musica non c’è diversità”, ha detto Arbore, “Voglio ringraziare il mio amico Claudio Baglioni per questa bellissima serata. Questa è la conferma che tra musicisti non ci sono razze e colori, ci sarà quello più bravo o quello meno bravo, ma nella musica siamo tutti uguali, amiamo il prossimo come noi stessi. Quest’isola mi sembra il posto adatto per mandare questo messaggio, voi siete l’isola dell’uguaglianza”. Lo show di Arbore e dell’Orchestra (tra cui spunta un Gegè Telesforo in ottima forma), è continuato con un omaggio a Roberto Murolo. Per “Reginella” Claudio Baglioni sale sul palco insieme ad Arbore, sullo schermo a fare da sfondo sono state proiettate le immagini più significative della carriera di Murolo, mentre durante il ritornello, esce dalle casse la sua voce registrata.
E’ l’una passata, siamo agli sgoccioli della serata. Arbore intona una versione “multietnica” di “Ma la notte” - prima hawaiiana, poi mariachi e poi melodica –, e un madley che comprende “Vengo dopo il TG”, “Si la vita è tutto un quiz” e “Tanto pe’ canta’”, dove viene raggiunto nuovamente sul palco da Baglioni dando vita ad una divertentissima versione della canzone.
La serata si chiude salutando tra gli applausi Renzo Arbore e la sua orchestra, ma prima di mandare tutti a dormire, il padrone di casa regala ancora qualche minuto al pubblico con “Mille giorni di te e di me” e “Volare” di Modugno, adottata ormai come sigla di chiusura. Il pubblico abbandona piano la spiaggia e Lampedusa riprende vita.
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