I responsabili del progetto “Parlamento rock”, promosso dall’Arci, hanno presentato alla stampa la loro “lobby trasparente”. 30 deputati e 16 senatori di tutti gli schieramenti politici, dai Verdi alla Lega, dal PDS al Polo. Scopo del raggruppamento, la difesa alle Camere delle esigenze del pubblico e degli artisti rock, con iniziative per modificare il disegno di legge sulla musica in senso favorevole alla produzione nazionale e il reperimento e la creazione di spazi per i concerti. Alla presentazione mancavano però due rinomati estimatori del genere: Roberto Maroni e Giovanna Melandri. C’era Angelo Altea, della Sinistra Democratica, che ha spiegato: “Il rock non è un bene culturale in estinzione da proteggere quasi fosse il Colosseo, magari con sovvenzioni statali come vorrebbe il vicepresidente del Consiglio Veltroni, bensì un mondo sano, vitale, un enorme bacino potenziale di lavoro, da stimolare con sgravi fiscali e incentivi alla produzione”. Obbiettivo dei leader dell’Arci è invece un Ministero del rock, che coordini i funzionari coinvolti nella realizzazione di iniziative legate agli eventi spettacolari”
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