Morgan: ‘Riparto da dove ci hanno lasciato i grandi della musica italiana’

Morgan: ‘Riparto da dove ci hanno lasciato i grandi della musica italiana’
“E’ un disco che pubblico come cantante, non come autore”: sono queste le parole con cui Morgan parla del suo “Italian Songbook vol.1”, il primo disco di una trilogia dedicata a brani del repertorio italiano anni Cinquanta e Sessanta che, pubblicati anche in inglese, hanno avuto successo nel nostro Paese, ma poca visibilità all’estero.
L’album contiene un totale di tredici brani: cinque della tradizione italiana con la rispettiva rivisitazione in inglese, due strumentali “Invenzione per orchestra d’archi” a cura di Morgan, Stefano Barzan e della formazione d’archi della Royal Philarmonic Orchestra (a cui sono stati affidati gli arrangiamenti ed esecuzioni musicali dell’intero album), e “Back home someday”, mai tradotto in italiano, cantato da Sergio Endrigo e scritto nel 1966 insieme a Sergio Bardotti, Lucio Fulci e Ebe De Paulis per la colonna sonora del film “Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro” dello stesso Fulci. “E’ stato un vero lavoro di ricerca”, ha spiegato Morgan: “per questo ho pensato di dividerlo in tre dischi. Questo primo volume vuole essere una fotografia di dove sono arrivato per ora. Ho voluto riprendere il filo del discorso perso in quegli anni, come se si potesse ripartire da lì, da quando eravamo competitivi nella musica. E’ una sorta di canzoniere, per cui io mi sono limitato a cantare e basta proprio perché non faccio parte come Endrigo e Modugno della storia della musica italiana… o almeno, non ancora”.
“Nei prossimi volumi”, anticipa l’artista, “ci sarà anche qualche brano inedito. Mi piacerebbe molto riuscire a cantare ‘Il cantico dei drogati’ di Fabrizio De André nella versione in inglese scritta da lui stesso. Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma registrò in inglese l’album ‘Tutti morimmo a stento’ - vediNews - poi si vergognò della sua pronuncia e decise di distruggere il master. Chi registrò il disco ne tenne in realtà una copia che finì poi in qualche mercatino dell’usato. Sarebbe fantastico recuperare il brano e ricantarlo con il testo tradotto in inglese da De André”.
Morgan presenterà l’album il prossimo 15 aprile a Bologna e il 23 a Cesena: “Non so se ci sarà un tour vero e proprio”, conclude, “Sicuramente farò qualche concerto da solo al pianoforte, poi se ci saranno le possibilità economiche di produzione e anche di cachet, sarebbe bello fare qualche data anche con l’orchestra che ha suonato nel disco. Mi piacerebbe poi ritornare a suonare con i musicisti che mi hanno accompagnato nei miei album solisti: uno se ne è andato a suonare con gli Afterhours, l’altro con i Baustelle, un altro ancora con I Cosi… vediamo chi riesco a recuperare!”.
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