"Il nostro nome proviene dal rapporto profondo che abbiamo col palco, una celebrazione di un luogo pregno di creatività, uno spazio per dar luogo all'espressione: si porta alla luce quello che si ha dentro, si mostra la totalità del proprio essere ed è ciò che cerchiamo di fare noi con la nostra musica". Esordiscono così i Palconudo, band genovese capitanata da Elisa e Marco, fondatori di un progetto nato nel 2001 da un incontro tra i due in sala prove. "Per noi la ricerca musicale è molto importante, sia in ambito melodico che in ambito testuale. Ascoltimo un po' di tutto, dai Marlene Kuntz, alla Pfm, alla musica classica, al jazz. Siamo poliedrici in fatto di gusti musicali ma siamo accomunati dalla musica cantautoriale. Genova è patria di grandi cantautori e per noi essere genovesi significa molto: la città è ricca di spunti creativi, è poetica, è multiculturale, ti sa affascinare. E' una città in pieno fermento musicale, si suona ovunque. Noi suoniamo in un castello, dove abbiamo realizzato moltissimi dei nostri brani". Il primo disco dei Palconudo è "Occhi malati di bellezza", dieci brani scritti a due mani da Marco ed Elisa: "La bellezza ferisce dentro ma, nonostante questo, siamo alla continua ricerca del bello sia materiale che astratto. La belleza ti rimane dentro, come tanti altri momenti della vita, come 'Piccoli shock permanenti' per citare un nostro brano". I Palconudo hanno presentato di recente il loro nuovo singolo, "Tre secondi di normalità", e sono impegnati nella registrazione del loro secondo album, che uscirà a fine estate: "Diamo moltissima importanza al testo, siamo cultori della parola e ci prendiamo i nostri tempi. Per il nostro futuro speriamo di diffondere a macchia d'olio il nostro amore per la musica d'autore, è già un grande progetto per noi".
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