Madonna a Mosca pro-Pussy Riot. Il vicepremier russo: 'Sei una vecchia p*****a'
Altro che gli strali - e le azioni legali - di Marine Le Pen, che ha citato in giudizio Madonna (rea di aver usato un suo primo piano, con sovraimpressa una svastica, nella scenografia del suo tour) per diffamazione. Dmitri Rogozin, vicepremier russo di area nazionalista non nuovo a uscite decisamente sopra le righe, ha pesantemente insultato l'ex Material Girl, che due sere fa, in concerto a Mosca, si è apertamente schierata (facendosi scrivere il nome del gruppo sulla schiena) a favore delle Pussy Riot, il collettivo punk russo sotto processo in questi giorni - la sentenza di primo grado è attesa proprio per domani - per aver inscenato una protesta anti-governativa sul sagrato di una cattedrale moscovita.
"Ogni ex p*****a tende a dare lezioni di morale, specialmente quando si trova in tour all'estero", ha scritto Rogozin sul proprio account di Twitter, in risposta alla boutade della popstar, già nel mirino delle autorità religiose ortodosse locali.
Un gruppo di fedeli - armati di accendino, benzina e di poster della star da bruciare sulla pubblica piazza - ha infatti organizzato una protesta, in concomitanza con l'esibizione della capitale russa della cantante, per manifestare la propria contrarietà contro le posizioni liberali in materia sessuale, in particolare con il sostegno alla comunità omosessuale, di Madonna: Miss Ciccone, accusata di blasfemia, era già stato il bersaglio degli strali - nel 2008 - dell'arcidiacono ortodosso Andrei Kuraiev, che l'aveva definita senza mezzi termini "puttana straniera".