Per fare arrivare musica al pubblico, gli artisti, in questi ultimi anni, le hanno provate tutte: con l'avvento del Web e dei formati 'liquidi', album e canzoni sono stati proposti in streaming, on demand, downloadabili grazie ad un codice posto su un biglietto di un concerto o sul merchandise, lasciati su chiavette USB abbandonate negli angoli più remoti dei locali (Trent Reznor docet) e chi più ne ha più ne metta.
Beck, che alle moderne modalità di distribuzione ha sempre guardato con una certa simpatia, ha deciso di andare oltre. O, meglio, prima. Molto prima, quando la musica non era riproducibile meccanicamente e le opere musicali, per essere ascoltate, dovevano necessariamente essere eseguite allo strumento. Il nuovo album del cantautore californiano, "Song reader", il cui arrivo sul mercato è previsto per il prossimo dicembre, sarà infatti pubblicato sotto forma di spartito dalla Faber and Faber.
L'opera, composta da venti brani (due dei quali strumentali), include - tra le altre - le canzoni "Do we? We do" e "Don't act like your heart isn't hard": fisicamente, il volume sul quale compariranno le partiture si presenterà sotto forma di raccolta di venti libretti singoli, sui quali - oltre agli spartiti - saranno presenti le illustrazioni di Marcel Dzama, Leanne Shapton, Josh Cochran, Jessica Hische e molti altri.
"Beck è una delle più grandi popstar di tutti i tempi, e le potenzialità di 'Song reader' mi hanno colpito fin dall'inizio", è stato il commento del direttore editoriale della Faber and Faber Lee Brackstone: "L'opera è una radicale presa di posizione circa il valore e l'importanza di eseguire e registrare musica, in un periodo in cui questo valore e questa importanza vengone messi sempre più in discussione".