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XTC
10 gen 2002 - 07 gen 1999 -

XTC

"Sono orribilmente ottimista. Offensivamente ottimista". Andy Partridge parla di se stesso in questi termini e non è difficile credergli. Dopo "Nonsuch" (1992), i suoi Xtc sono rimasti al palo dal punto di vista discografico, inchiodati da una vertenza contrattuale con la Virgin durata cinque anni e culminata nel rifiuto da parte del gruppo di incidere nuovi brani per l'etichetta. Il periodo di silenzio discografico ha coinciso con una serie di disavventure personali che avrebbero fiaccato chiunque, ma alla fine l'"orribile ottimismo" di Partridge ha pagato. Gli Xtc sono di nuovo in pista con un nuovo album (eccellente), "Apple Venus Vol.1", ulteriore dimostrazione delle capacità compositive del leader e di Colin Moulding, l'unico membro rimasto dopo l'abbandono del chitarrista Dave Gregory. In qualche modo, le avversità sono state fonte di ispirazione per Partridge.

Ho continuato a scrivere canzoni. Oltre allo sciopero contro la Virgin, mi sono capitati altri guai: ho divorziato e ho rischiato di perdere l'uso di un orecchio. Si sta sistemando ora, ma non è ancora a posto. Inoltre, l'inattività mi ha spinto a bere esageratamente, e la prostata ha cominciato a darmi problemi. Tutto questo mi ha spinto a scrivere con un fervore quasi religioso, mentre Colin ha reagito nel modo opposto, bloccandosi quasi completamente. Ora siamo liberi e ci sono un sacco di canzoni che ho messo da parte. Per il nuovo contratto abbiamo scelto fra alcune etichette indipendenti che ci hanno offerto buone condizioni. Ora riesco almeno a mangiare.

In "Your dictionary" ci sono frasi molto dure. Hanno a che fare in qualche modo con la rottura con la Virgin?
No, si riferisce al fallimento del mio matrimonio. Inizialmente non volevo inciderla, mi sembrava troppo personale. C'è una parola italiana che definisce uno che viene tradito dalla moglie, con toni di scherno?

Beh, cornuto.

Ecco, mi sono ritrovato cornuto ed è stato molto doloroso. Non volevo scrivere canzoni sul divorzio, non mi andava di fare come Phil Collins. Col passare dei mesi, avevo accumulato una tale rabbia nella mia testa, che avevo bisogno di sfogarla. Ho deciso di scrivere una sola canzone sull'argomento, "Your dictionary" e subito mi sono sentito un po' meglio. Col passare del tempo, mi sono allontanato da quella rabbia. Il demo del brano è piaciuto a diversa gente, così ho acconsentito, con riluttanza, a registrarla. Non sono più in quello stato d'animo, ma la canzone esprime bene il modo in cui mi sentivo quando l'ho scritta.

Nel corso della vostra carriera avete lavorato con diversi produttori, ed è noto che non sempre i rapporti sono stati idilliaci. Come è andata per "Apple Venus vol.1"?
Con i produttori è un po’ come con le fidanzate. Hanno personalità diverse, non si sa mai come andrà a finire la relazione. I produttori che tendiamo a scegliere sono principalmente ingegneri del suono, qualcuno che ci aiuti a ottenere i suoni che vogliamo. A volte abbiamo lavorato con produttori che intervenivano di più nella parte musicale, come Todd Rundgren, che è un grande arrangiatore. Comunque, io preferisco lavorare con produttori/ingegneri, mi piace che siano come un dottore che ti aiuta a far nascere il tuo bambino. Non è bello quando il medico prende il bambino e dice: “No, ha troppe braccia, la testa è del colore sbagliato”. Per l’ultimo album ci siamo affidati a Haydn Bendall, che lavora da una vita a Abbey Road. Me l’hanno consigliato in molti per la sua bravura nel lavorare con un’orchestra. E’ bravissimo, ma molto lento, sembra una tartaruga drogata. Stava lavorando anche con Peter Greenaway e Kate Bush, credo, quindi non aveva molto tempo a disposizione. Per questo ci siamo rivolti a Nick Davis, che aveva già mixato "Nonsuch", per portare a termine l'album. L'abbiamo finito a casa di Colin, con il trombettista nel corridoio di fronte alla porta: se fosse entrato qualcuno, lo avrebbe travolto. La parte di tromba in "Easter Theatre" è stata registrata così.

Come vi è venuta l'idea di mettere una piuma di pavone sulla copertina di "Apple Venus"?
Ho visto l'immagine su un libro degli anni 60 e mi ha subito colpito. La piuma di pavone su sfondo argentato si adatta bene alla forte energia femminile presente nel disco. Era quanto di più vicino a una vagina potessi mettere sulla copertina del disco, senza mettere una vagina. Mi sarebbe piaciuto usare la foto di una vagina, perché penso che sia molto bella, ma mi sarei messo nei guai. Ci abbiamo provato all'epoca di "Skylarking", e abbiamo avuto problemi. Non sono riuscito però a intitolare il disco "The History of the Middle Ages", un titolo da libro di storia. Dave Gregory ha rifiutato, Colin ha obiettato che la gente avrebbe pensato che siamo uomini di mezza età. Il fatto è che noi SIAMO uomini di mezza età! Comunque, mi hanno messo in minoranza.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal secondo volume di "Apple Venus"?
Ci sarà più chitarra elettrica. La musica del Vol.1 è stata scritta fra il '92 e il '94. Sarebbe uscito nel '94 se non fossimo stati in sciopero. Quella del secondo è stata scritta fra il '94 e il '96, è un disco completamente diverso. In origine volevamo fare un doppio, ma non avevamo abbastanza soldi, né tempo, per via della tartaruga di cui parlavo prima.

Prima della rottura del contratto, avevi proposto alla Virgin un album di pop bubblegum anni 70. Di cosa si trattava esattamente?
L'idea era questa: loro dovevano dire di avere acquisito i diritti di un'etichetta fittizia degli anni 70 chiamata Zither e pubblicare una compilation di 12 gruppi della label. In realtà, noi avremmo impersonato tutte le band. Mi hanno chiesto di sentire qualcosa, così ho preparato dei demo. Quando li ho fatti sentire ai sei dirigenti della Virgin, mi hanno guardato allibiti. Hanno cominciato a dire che avremmo dovuto vestirci in stile anni 70 e fare promozione. Ho ripetuto che dovevano essere registrazioni d'archivio, di gruppi che non esistono più. Allora se ne sono usciti con l'idea di far vestire in stile anni 70 dei gruppi giovani. Alla fine, ho lasciato perdere. Non so se userò quelle canzoni, ma mi piacerebbe riuscire a realizzare progetti del genere. Ho un sogno: quello di fare cd singoli da vendere in bustine di carta insieme a dolci e a tatuaggi trasferibili, una confezione come quelle delle "lucky bag" inglesi. La confezione è sigillata, non c'è il nome del gruppo. La apri, mangi i dolci, ti metti il tatuaggio, ascolti il disco, se ti piace lo tieni, altrimenti lo butti via o lo scambi con gli amici: "Hai il disco 6? Ti dò il 7 in cambio del 6". Sarebbe meraviglioso: nessun culto della personalità, nessun idolo, solo un numero per ogni disco.

Gli Xtc non fanno più concerti dal 1982. Avete intenzione di riprendere?
Non penso che i concerti siano necessari. Mi piace fare dischi: quella è l'arte. Quando uno scultore fa una statua, non deve andare sul palco con un blocco di marmo per rifarla davanti a un pubblico che lo applaude. Lo stesso vale per un regista o un pittore. L'opera finita è il quadro, o il libro, o il film, o la scultura. Perché non è considerato sufficiente aver fatto un disco? Perché devi continuare a provare di essere in grado di suonare quelle canzoni? Non ci si aspetta niente del genere in nessuna altra arte.

Allora perché avete pubblicato il cofanetto live "Transistor Blast"?
E' stata solo una questione di tempi: la BBC ha i diritti di quelle registrazioni. Due compagnie hanno pubblicato qualcosa di quei pezzi, ma tutto resta nelle mani della BBC. Avevamo la possibilità di richiedere i nastri e pubblicarli, quindi abbiamo deciso di farlo. Possiamo tenere in circolazione il box per 5 anni. E' arte naif: la prospettiva è sbagliata, i colori sono troppo sgargianti, le proporzioni sono sbagliate, c'è troppa irruenza, ma ha un suo fascino. Vent'anni fa ero diverso, avevo più energia che saggezza.

Parlando della vostra musica, vengono spesso chiamati in causa i Beatles. Qual è stata l'ultima volta che hai ascoltato un loro disco?
Probabilmente li ho ascoltati di recente, non per mio piacere, ma perché cerco di influenzare i miei figli con quella che io penso sia bella musica. Faccio finta di niente e metto dischi di Charlie Parker, Captain Beefheart. Sta funzionando: a mio figlio piacciono Cab Calloway e Louis Jordan, soprattutto: va in giro cantando "Five guys called Moe". A mia figlia piacciono i Free, e si mette a cantare come Paul Rodgers, il che è piuttosto bizzarro. Presto però saranno loro a influenzare me.

C'è un album degli Xtc che ti piace particolarmente?
Non c'è un album in particolare, ci sono canzoni qui e là. Nell'ultimo, ci sono "River Orchids" ed "Easter Theatre". In "Nonsuch", "Rook", che mi fa paura, non so da dove sia venuta. Anche "Books are burning", perché il tema mi appassiona. Penso che distruggere libri sia orribile, è come un assassinio. Poi "The man who sailed around his soul", da "Skylarking", che ritengo uno dei miei testi migliori, che parla della vita: devi cercare di godertela, perché hai una sola possibilità, quando muori non puoi tornare indietro.

Vivi ancora a Swindon?
Sì (espressione sconsolata). Un giorno me ne andrò, ma ora non ho soldi per farlo.

(20 mag 1999)

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