Invidio a Maurizio Baiata, oltre all’indiscutibile e conclamata competenza musicale, anche lo spirito archivistico che gli ha permesso di conservare e/o raccogliere in seguito i prodotti cartacei della sua attività giornalistica. Questo è il terzo volume delle sue “rock memories” – il primo l’avevo recensito qui,, il secondo, “Bagliori di un suono immortale”, non l’ho mai ricevuto e me ne dispiaccio, oggi vi parlo del terzo, che è un’antologia degli scritti comparsi parecchi anni fa su “Ciao 2001” e altre testate. Come già ho notato, il linguaggio del giornalismo musicale, o di quel facsimile che ne è rimasto, si è evoluto negli anni, e oggi è profondamente mutato (non necessariamente in meglio, va detto); e in prospettiva certe opinioni e certe considerazioni suonano superate dal tempo. Ma questo libro – soprattutto per chi si ricorda di aver letto all’epoca della pubblicazione certi profili di artisti e certe analisi – è una dolce madeleine di un tempo che abbiamo vissuto, e che, almeno nel ricordo, ci appare molto migliore di quello odierno.
La vertigine delle good vibrations
La terza raccolta di scritti dell’autore
Recensione del 05 ago 2026 a cura di Franco Zanetti
Voto 7/10