Davide Pezzi è uno che ha la passione per le canzoni. Ho già recensito altri suoi lavori (i due volumi di “Quello che le canzoni non dicono”, qui e qui ) e “Note di Natale”, e qualche volta ne abbiamo anche tratto alcune pagine su Rockol. Evidentemente, se lo ospitiamo sulle nostre pagine, i suoi lavori sono di ottima qualità; questo, il suo più recente, lo conferma. E’ un’analisi accurata (e divertente) di come due generi apparentemente estranei si siano influenzati a vicenda, e non si limita alle solite canzoni che tutti conosciamo, con citazioni bachiane o mozartiane, ma rivela anche episodi meno noti o quasi sconosciuti. Come giustamente scrive Fabio Liberatori nella sua nota introduttiva, “Questo connubio classico-moderno è del resto inevitabile per la sostanza stessa della musica, in cui da Bach in poi secondo me 'nulla si crea e nulla si distrugge'. Ma trovare un compendio così deliziosamente ferrato, completo e di piacevole lettura è, per un musicista come me – di formazione al contempo di Conservatorio e di strumentista-compositore in band prog-rock-jazz – una delle più piacevoli sorprese librarie di sempre".
Il lato pop della classica...
...il cuore classico del rock
Recensione del 27 gen 2026 a cura di Franco Zanetti
Voto 8/10